si scrive recupero urbano, si legge speculazione !!!

642.000 METRI CUBI DI CEMENTO
SONO PREVISTI DAL PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO,
FERMIAMO L'ENNESIMO SACCHEGGIO DEL TERRITORIO !

Il IV Municipio rischia di ricevere il colpo di grazia urbanistico,130mila metri cubi previsti al collinone delle Betulle sono stato stralciati, ma altri 500mila incombono a Nuovo Salario, Fidene, Serpentara, Vigne Nuove, Vigne Nuove, Bufalotta, Tufello. Le aree a rischio sono: la collina tra Piazza Minucciano e la Stazione Nuovo Salario, lo spazio verde tra l'Istituto Matteucci (via Vigne Nuove) e il Liceo Nomentano (via Bufalotta), l'area verde tra via Monte Resegone e via Antonio de' Curtis, l'area verde a Parti Fiscali tra Largo Valtournanche e via Cavriglia, un'area di fronte la Coop di via Bettini, altre aree a Fidene.

Il P.R.U., prevede interventi edilizi per circa 550.000 mc.

Si costruisce su terreni destinati in passato ad usi pubblici.

Si costruisce su aree con tutela paesistica.

Si costruisce su prati e colline frequentati da decenni.

Si costruisce su terreni dell'ATER - ex Istituto Case Popolari


Siamo fermamente contrari alla realizzazione del P.R.U., e riteniamo che la questione locale che affrontiamo faccia parte di un processo piu' esteso di cementificazione del territorio, in corso di realizzazione da anni, che va contro gli interessi della collettivita' e favorisce interessi economici forti (vedi il Piano d'area Bufalotta, Casale Nei, Parco Talenti).

le nostre email: parcobetulle@lillinet.org - parcodelturchino@tiscali.it

Il 17 marzo 2006 il Consiglio Comunale ha approvato un ordine del giorno, con cui impegna il Sindaco e la Giunta a rivedere i progetti di nuove edificazioni residenziali private e commerciali (550mila metri cubi), sulle ultime aree verdi del IV Municipio (a Fidene, Serpentara, Nuovo Salario, Tufello, Vigne Nuove , Bufalotta, Prati Fiscali).
Il Sindaco non risponde alle proposte di incontro.
Dopo un primo incontro a luglio 2007 con l'Assessore all'Urbanistica Roberto Morassut (DS) e l'Assessore alle Periferie Dante Pomponi (PRC), i due Assessorati tacciono e intanto parlano con i costruttori, ignorando la reale volonta' degli abitanti e il diritto ad una citta' vivibile.
 
Questo disastro urbanistico va sotto il nome di “Programma di Recupero Urbano” e rischia di sottrarre aree verdi frequentate, aggravando la situazione del traffico e della salute pubblica, senza neanche migliorare l’emergenza abitativa.
Si continua a costruire per pochi a danno della comunità e dell’ambiente che la ospita.
L’ordine del giorno specifica anche le richieste dei comitati che hanno presentato il loro progetto di “recupero del recupero”.

Il Coordinamento Salvaquarta (Comitato Parco delle Betulle, Comitato Parco del Turchino, Comitato Minucciano) ha esposto il “recupero del recupero” in varie assemblee pubbliche e volantinaggi nonché alla Facoltà di Architettura dell’Università Roma 3.
Il progetto proposto dai comitati prevede:
1) la tutela delle aree di valore ambientale e culturale (4 grandi parchi che verrebbero chiamati col nome di “Città delle Volpi” (a Tufello, Vigne Nuove, Bufalotta, Nuovo Salario), per rimarcare le relazioni tra i vari spazi verdi e la ricchezza ambientale delle aree;
2) quota di appartamenti a canone concordati come prevista dalla delibera comunale sull'emergenza casa e dallo stesso “Programma di Recupero Urbano”;
3) ottimizzazione delle risorse finanziarie
4) opere pubbliche realmente utili per i quartieri (è previsto un parcheggio di scambio, uno spazio teatrale, un progetto di agricoltura in area urbana ed utilizzo pubblico del Casale della Torricella; un grande raccordo ciclabile Nuovo Salario - Fidene – Bufalotta; ristorazione con filiera corta ; riutilizzo di aree già urbanizzate).
Le previsioni del Comune sono invece 550mila metricubi di edilizia privata e centri commerciali, una sola strada pagata con i soldi dei privati più inutile che non, cementificazione di quattro aree con tutela paesistica o ambientale, la cessione di un’area dell’ATER – ex Istituto Case Popolari ad un privato, miseri giardinetti in mezzo alle strade e ai palazzi, sprechi di soldi per opere pubbliche già realizzate in passato.

Numerosi sono stati gli appelli per una sospensione del “Programma di Recupero Urbano”, anche da parte di altre associazioni.Questa vertenza dura da oltre due anni.
L’ordine del 17 marzo 2006 continua a venire ignorato: né il Sindaco né la Giunta sospendono l’approvazione del “Programma di Recupero Urbano” né intendono incontrare i comitati
per vedere il video sul PRU
clicca qui sotto sul link
http://www.youtube.com/watch?v=XzeGOmGWIjs

e ora un'occhiata alle carte...
...qualcosa non quadra...


Questo sopra e' il grafico del Piano Territoriale Paesistico: serve ad individuare le aree di valore ambientale e storico dei quartieri.

 L'area in alto a sinistra segnata con la sigla TOc/10 a righe orizzontali e' quella compresa tra il Parco delle Betulle, Fidene e la ferrovia Roma-Orte.

L'area in basso a sinistra segnata con la sigla TOb/12 a righe orizzontali e' quella compresa tra Piazza Minucciano e la Stazione FS Nuovo Salario.

Se confrontate questo grafico con la tavola di assetto riportata qui sotto, noterete che il progetto di costruzione n° 5 (Betulle) e quello n°8 (Piazza Minucciano) sono stati localizzati proprio sulle aree di valore ambientale.

Se il progetto di nuove edificazioni e' stato cancellato grazie alle proteste dei cittadini, il cemento sulla splendida collina dietro Piazza Minucciano rischia ancora di sottrarre a tutti gli abitanti un polmone verde e un'area.

E' un nostro diritto chiedere che venga salvaguardata la salute e la bellezza dei quartieri!!!


Anche per le aree di Bufalotta e Vigne Nuove la situazione e' poco limpida...

La tavola d'assetto stabilisce le aree di valore ambientale che devono essere salvaguardate (sono colorate in verde chiaro).

Le aree segnate in "graticcio" sono quelle dove i costruttori vogliono costruire.

Come si nota facilmente nell'area verde a destra, i progetti n°2 (tra via Vigne Nuove e via Passo del Turchino )e n°11 (tra il Liceo Nomentano sulla Bufalotta, il viadotto Gronchi e L'Istituto Matteucci su Vigne Nuove) sono stati localizzati proprio sulle aree che dovrebbero invece essere salvaguardate...
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Parchi o giardinetti?
articolo di Massimo Viggiani pubblicato sul settimanale Carta

IMMAGINATE CHE IN UNA CITTÀ grande quanto Firenze l'Amministrazione comunale decida di cambiare destinazione d'uso alle ultime aree verdi intatte e che la nuova destinazione sia tutta favorevole all'edilizia residenziale privata [a costi altissimi] e a centri commerciali.

È quello che rischia il Municipio IV a Roma nord, il più popolato della capitale, con oltre 200 mila abitanti e con un albero ogni diciotto persone.

Questo prevede il Programma di recupero urbano [Pru], un intervento urbanistico nato da una legge nazionale, per riqualificare le periferie e tutelare le fasce sociali più deboli, ma che si è tramutato in un sottile strumento di speculazione edilizia. Grazie al Pru del IV Municipio, i costruttori edificano in aree private e comunali su una superficie pari a 460 mila metri quadri; il guadagno per l'Amministrazione è una settantina di miliardi di vecchie lire da destinare alla realizzazione di opere pubbliche.
In realtà, il prezzo che gli abitanti dovranno pagare per il «recupero urbano» sarà ben più alto di ciò che deriverà dallo scambio pubblico-privato.

Le nuove edificazioni [640 mila metri cubi] aggraveranno la mobilità pubblica e privata, già disastrata da un nuovo mega centro commerciale a Porta di Roma e dai milioni di metri cubi previsti dal nuovo Piano regolatore.
La nuova edilizia privata verrà realizzata su terreni per lo più destinati a verde pubblico, servizi culturali, servizi pubblici e di quartiere [mai realizzati]: si distrugge così la trama urbanistica ordita trent'anni fa, annientando tutte le zone-cuscinetto, in quartieri che,a livello architettonico, mancano di scala umana.

Gli interventi privati sottraggono agli abitanti zone frequentate da decenni: è il caso della collina del Parco delle Betulle tra Fidene e Serpentara, del Parco del Turchino tra Vigne Nuove e Bufalotta, della collina del Sagittario a Nuovo Salario.
Viene così mortificato il già labile senso di appartenenza degli abitanti ai luoghi in cui vivono.

Sono proprio le aree verdi a dare identità a questi quartieri-dormitorio e a offrire un punto di aggregazione sociale schietta e intergenerazionale, difficile datrovare in un centro commerciale.

Il sistema di tutele ambientali previste dal Piano territoriale paesistico [Ptp] non preserva con certezza le aree citate: una legge regionale del 2004 della ex giunta Storace, con l'ampio appoggio dell'opposizione di centrosinistra, ha permesso deroghe ai vincoli del Ptp.
La città rischia così di perdere luoghi di valore ambientale per fare spazio a giardinetti anonimi.

Il IV Municipio, Colle della Strega al Laurentino e altre zone periferiche di Roma sono minacciate da
un'urbanistica ancora segnata da modelli passati: espansione a macchia d'olio e profitto a senso unico,
una metropoli «conseguenza e conclusione di una genesi consumata senza amore né civiltà», per dirla con le parole di Gramsci.

 

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La natura: un classico da salvare.
articolo di Massimo Viggiani pubblicato su Carta
 
Il Sindaco di Roma Walter Veltroni, dalle pagine de La Repubblica del 4 gennaio, denuncia gli effetti perversi della tendenza in corso nelle librerie pubbliche americane: “un computer centrale registra ogni libro preso in prestito nei due anni precedenti e lo inserisce in una lista di testi suscettibili di essere eliminati”.
Non e’ difficile essere d’accordo con il suo punto di vista, sindaco: e’ evidente, infatti, che la salvaguardia di un testo scritto deve fondarsi non sulla sua assidua frequentazione da parte dei lettori, ma sul suo valore, sulla sua bellezza, sulle emozioni che trasmette.
I libri, come lei stesso afferma, non possono essere ridotti a merce, ovvero controllati da un software alla ricerca dei massimi risultati gestionali: i testi scritti sono testimonianza.
D’altronde, i libri non sono gli unici baluardi contro la legge del mercato, che tutto cancella in nome del piu’ nuovo, del piu’ efficiente. C’e’ sicuramente una testimonianza piu’ antica dei testi (scriviamo, dopotutto, solo da poche migliaia di anni): e’ il paesaggio.
E’ evidente, pero’, che tanta cura per la letteratura non corrisponde a quella per il bene culturale che e’ il territorio: ogni angolo di Roma e’ stato, e’ e rischia di essere manipolato in nome della legge del profitto, contro cui lei vorrebbe alzare la voce nell’articolo.
Quello che prima era un prato spontaneo (cibo anche quello per una mente troppo ingozzata di consumismo), viene visto come spazio suscettibile di edificazione, di parcheggio per auto, di “punto verde qualita’” con chioschi e strutture.
D’accordo che dai libri si possa apprendere “qualche cosa che ancora non so”, come lei afferma, ma lo stesso vale per le migliaia di metri quadri di verde che a Roma nel migliore dei casi rischiano di essere brutalmente “normalizzati” e, nel peggiore, normalizzati.
Un pratone di citta’ e’ come un libro poco “frequentato”: ha sempre da dirci e rinfresca le idee e la citta’. Farlo analizzare dal software del Campidoglio e trasformarlo in speculazione solo perche’ poco utilizzato.
Dico questo perche’ sarebbe il caso non solo di salvare Joyce o Hemingway dall’oblio, ma anche di non lasciare lettera morta cio’ che e’ stato scritto da Capra o altri scienziati contemporanei riguardo al destino del nostro ambiente: i classici sono importanti, ma senza ossigeno e’ davvero difficile leggerli.
Ultimamente l’ex Assessore alla Cultura Gianni Borgna, sulle colonne del Messaggero, ha tenuto a promuovere Roma, non solo come centro di cultura umanistica, ma anche come citta’ pilota per la scienza e la matematica.
Ci sembra pero’ che non siano queste le materie in cui la sua Amministrazione sia andata forte: si continua, infatti, ad affermare che molto verde e’ stato salvato dalle nuove espansioni edilizie, senza pero’ mettere nel computo le dimensioni di cio’ che e’ andato distrutto in termini di ambiente, ovvero lo splendido agro romano, divorato dai 15.000 ettari di cemento previsti dal nuovo piano regolatore generale di Roma.
Secondo il Wwf, in Italia ogni anno dai 50.000 ai 100.000 ettari vengono sottratti al patrimonio agricolo e boschivo per essere ricoperti di cemento e di asfalto. Nell’arco di un ventennio (nella migliore delle ipotesi) perderemo dunque tanta terra agricola e forestale, per una superficie pari a quella della Puglia.
Mentre si impone la cultura del pratino all’inglese, della piazza tutta cemento, del recupero dei ruderi archeologici pagato con palazzine costruite tutte attorno, gli ultimi dati sul surriscaldamento dell’atmosfera impongono serieta’ amministrativa e rigore morale.
Concludo con una semplice nota: domenica 7 gennaio solo i giornali La Repubblica e Liberazione pubblicano in prima pagina la notizia del rapporto dell’Unione Europea sul futuro drammatico che ci aspetta a causa del riscaldamento globale in termini di vittime e mancanza di risorse (seppur con la poveraconsiderazione degli effetti sull’industria del turismo…).
 Giornali come il Messaggero, il Tempo o l’Unita’ omettono di dare risalto alla notizia: e’ ovvio pensare al fatto che sono giornali amministrati da costruttori (Caltagirone e Bonifaci i primi due) o fortemente finanziati con la pubblicita’ di immobiliaristi (sull’Unita’ non manca mai il logo dell’Immobildream di Roberto Carlino, ex consigliere di Forza Italia alla Regione Lazio).
E’ altresi’ ovvio pensare che a questi uomini d’affari poco interessi rimarcare il pericolo che deriva dall’eccesso di edificazione.
Percio’ oltre a salvare classici vecchi e nuovi ("Il Giardino di Cemento" di Ian McEwan?), sarebbe il caso di salvare l’immensa e preziosa Biblioteca di Babele della nostra natura.
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Bullismo e altri disagi …

di Alice Velseri

Come poter pensare che il disagio ambientale non posso in qualche modo provocare un disagio sociale?

 Il “Modello Roma” si finanzia con la cementificazione avvenuta ai danni della nostra città .

Abbiamo ottenuto nuovi appartamenti, ma a prezzi inaccessibili e non abbiamo risolto il problema abitativo della capitale.

Abbiamo nuovi spazi culturali ma anche questi di nicchia oppure distanti dalla periferia.

La città è satura di centri commerciali e sorgono sempre nuovi parcheggi sotterranei.

Abbiamo eliminato aree verdi e luoghi di aggregazione spontanei.

Attualmente la periferia romana prescelta per la costruzione del più grande centro commerciale d’Europa (Municipio IV, Porta di Roma) è minacciato dal presunto Programma di Recupero Urbano Fidene-Valmelaina.  

Nuovi 550 mila m3 di cemento.

La salvaguardia delle aree verdi del IV Municipio e’ necessaria per cominciare a risolvere  i problemi ambientali, sociali e culturali di questa parte di citta’.

posted by parcobetulle @ 05:21 - 11/01/2007
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