Speculazioni Verdi al Parco delle Betulle

Il Parco delle Betulle e' stato distrutto da un intervento costato ben 174mila euro.

L'aspetto armonioso del parco e' stato distrutto con lavori in pietra e cemento;

sono state sradicate piante di ginestra ed altre essenze;

 e' stato realizzato un corridoio per i cani largo pochi metri e quindi inutilizzabile;

e' stata impiantata un'illuminazione invasiva e di dubbio gusto estetico che causera' altro inquinamento luminoso;

 la pulizia e la sicurezza dell'area diventano sempre piu' scarse a causa dei cordoli in cemento del sentiero in cemento;

 le aree giochi sono state riempite di scomoda sabbia e i cordoli in legno attorno ai giochi hanno gia' causato il ferimento di alcuni bambini;

i lavori sono durati piu' di un anno rendendo impraticabile il parco (sul cartello non e' stata posta nemmeno la data di inizio lavori);

 il prato e' stato scempiato da attrezzature sportive di dubbia utilita'.

Malgrado le numerose richieste di comitati e cittadini di fermare i lavori e di spendere i fondi con maggiore razionalita', il Municipio e' rimasto sordo.

La responsabile del progetto, l'ingegnera Sisca dell'Ufficio Speciale Ambiente del Municipio ha promesso incontri mai avvenuti e il progetto e' stato modificato senza alcun motivo, tranne quella di permetter una maggiore speculazione.

Una persona del Comitato Parco delle Betulle e' stata aggredita fisicamente da un operaio per il semplice fatto di aver chiesto il rispetto delle norme di sicurezza durante i lavori (il cantiere e' stato spesso lasciato aperto in maniera rischiosa).

Il Presidente del Municipio Alessandro Cardente (Verdi) ha ascoltato i comitati solo in campagna elettorale, salvo poi disinteressarsi della vicenda ad elezione avvenuta.

Il consigliere Antonio Comito (Verdi), interpellato dagli abitanti al riguardo, li ha addirittura offesi durante un incontro nella sede di via Monte Rocchetta.

A questo proposito e' singolare che il consigliere Comito regali qualche panchina e qualche albero durante la campagna elettorale, quando poi, per avere delle attrezzature nei nostri parchi, dobbiamo sborsare centinaia di migliaia di euro.

Ci piacerebbe sapere se le ditte che forniscono al consigliere Comito tali attrezzature durante la campagna elettorale siano poi le stesse che ottengono appalti tanto vantaggiosi nel corso della legislatura.

Il Parco delle Betulle non e' chiaramente piu' un parco: non si avverte piu' la differenza tra l'area urbana di viale Lina Cavalieri e il Parco delle Betulle, coperto da una distessa di porfiro e cemento, senza il colore dei fiori e degli arbusti che ne facevano un luogo bellissimo.

Riguardo all'impianto di illuminazione, e' ormai noto che l'inquinamento luminoso e' causa di stress e malattie, oltre ad essere un fattore di riscaldamento dell'atmosfera: questo non sembra interessare il Municipio, che giustifica i lavori con la prevenzione della "delinquenza" nelle ore notturne.

E' pero' singolare che le aree piu' pericolose e degradate del quartiere siano proprio quelle in cui la luce e' maggiore, poiche' l'illuminazione forte e' spesso sinonimo di bivacco notturno e schiamazzi, se non peggio.

Se qualcuno al Municipio pensa che sia il caso di illuminare i parchi, luoghi dove e' ancora possibile ammirare il cielo stellato (merce sempre piu' rara in citta'), e' il caso, allora, di fare luce anche sulla maniera di gestire i soldi pubblici in un Municipio in cui c'e' sempre meno chiarezza...

Riguardo alle competenze tecniche di chi lavora in Municipio, le cose vanno molte male: la dottoressa Sisca, ingegnere, non e' una disegnatrice di giardini e si vede: le linee e l'armonia delle "Betulle" sono andate distrutte, il luogo appare piu' un patio condominiale che un vero e proprio parco.

Immaginiamo che presto i bambini torneranno stupefatti dai loro genitori a raccontare l'incredibile sorpresa di aver trovato una rarita': un fiore al Parco delle Betulle...

 Antonio Comito, verde per caso

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300 firme già raccolte contro la privatizzazione dell'area verde
tra via Pian di Sco' e via Pasquariello
per la difesa del verde pubblico


foto da http://www.deviantart.com/deviation/15581952/

foto da http://tn3-2.deviantart.com/fs6/300W/i/2005/048/c/5/Tipo_marcia_by_Occipite.jpg


Il campetto di calcio e l’area verde tra via Pian di Sco’, via Uzzano  via Pasquariello rischiano di essere trasformati e gestiti da un privato per l’attività di calcetto e calciotto.

Comitati e abitanti si oppongono a questa destinazione per motivi fondati:

1)       l’area è comunale ed è stata sistemata e tenuta pulita nel corso di tanti anni dai residenti con il loro impegno fisico ed economico;

2)      la zona è utilizzata da tutti gratuitamente per diverse attività sportive ed è vicina ad una lieve altura che ospita alberi e fauna (ricci, volpi);

3)      la zona è già stata difesa in passato dal tentativo di realizzare una stazione di servizio (benzina);

4)      via Uzzano è un viale pedonale molto frequentato da tutte le persone che vogliono godersi una passeggiata lontano dal traffico e dal rumore;

5)      l’area è facilmente mantenibile senza dovere dare spazio ad un privato per la gestione di impianti sportivi;

6)      di recente un’altra area comunale in via G. Martino, ad un centinaio di metri di distanza, è stata concessa ad un privato per la realizzazione di una palestra;

7)      un’altra area comunale è stata scempiata da centomila metri cubi di detriti inquinanti (via Maldacea – via Garbin)

8)      in zona non mancano i campi di calcetto: a poche centinaia di metri da via Pian di Sco’, ci sono i campi della Parrocchia S. Ugo e dell’Ateneo Salesiano; inoltre il calcio è un'attività che interessa maggiormente gli uomini e non le donne, senza contare che ci sono pratiche più adatte anche a intenti di ri/educazione psicofisica e di aggregazione;

9)      nessuno ha informato i residenti e i comitati della decisione: vi ricordiamo che il Comune di Roma ha approvato il Regolamento della Partecipazione, secondo cui il Comune è tenuto ad informare gli abitanti delle trasformazioni del territorio;

10)  l’area è già congestionata dal traffico su via Pian di Sco’;
 

Ci opponiamo a questa privatizzazione dello spazio e chiediamo la conferma di un uso veramente pubblico dell’area comunale, anche nel rispetto della sua particolarità ambientale.

Data il modo sconclusionato di gestire i  fondi previsti per la “sistemazione” del Parco delle Betulle, chiediamo di considerare l’opportunità di utilizzare tali fondi per la sistemazione dell’area di via Pian di Sco’.

In mancanza della cancellazione del progetto, continueremo nella nostra campagna di informazione e di protesta.

posted by parcobetulle @ 00:43 - 21/06/2006
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