Comitato Parco delle Betulle/Serpentara
Al cantautore Rino Gaetano e' stata intitolata una strada del nostro municipio, proprio nel cuore della speculazione edilizia a Roma Nord. Per ironia della sorte, Rino Gaetano scrisse "Fabbricando case", una canzone che dice di piu' di mille parole spese sul tema. Grazie Rino!
si scrive recupero urbano, si legge speculazione !!! 642.000 METRI CUBI DI CEMENTO Il IV Municipio rischia di ricevere il colpo di grazia urbanistico,130mila metri cubi previsti al collinone delle Betulle sono stato stralciati, ma altri 500mila incombono a Nuovo Salario, Fidene, Serpentara, Vigne Nuove, Vigne Nuove, Bufalotta, Tufello. Le aree a rischio sono: la collina tra Piazza Minucciano e la Stazione Nuovo Salario, lo spazio verde tra l'Istituto Matteucci (via Vigne Nuove) e il Liceo Nomentano (via Bufalotta), l'area verde tra via Monte Resegone e via Antonio de' Curtis, l'area verde a Parti Fiscali tra Largo Valtournanche e via Cavriglia, un'area di fronte la Coop di via Bettini, altre aree a Fidene. Il P.R.U., prevede interventi edilizi per circa 550.000 mc. Si costruisce su terreni destinati in passato ad usi pubblici. Si costruisce su aree con tutela paesistica. Si costruisce su prati e colline frequentati da decenni. Si costruisce su terreni dell'ATER - ex Istituto Case Popolari
Siamo fermamente contrari alla realizzazione del P.R.U., e riteniamo che la questione locale che affrontiamo faccia parte di un processo piu' esteso di cementificazione del territorio, in corso di realizzazione da anni, che va contro gli interessi della collettivita' e favorisce interessi economici forti (vedi il Piano d'area Bufalotta, Casale Nei, Parco Talenti).
le nostre email: parcobetulle@lillinet.org - parcodelturchino@tiscali.it
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Bullismo e altri disagi …
di Alice Velseri
Come poter pensare che il disagio ambientale non posso in qualche modo provocare un disagio sociale? Il “Modello Roma” si finanzia con la cementificazione avvenuta ai danni della nostra città . Abbiamo ottenuto nuovi appartamenti, ma a prezzi inaccessibili e non abbiamo risolto il problema abitativo della capitale. Abbiamo nuovi spazi culturali ma anche questi di nicchia oppure distanti dalla periferia. La città è satura di centri commerciali e sorgono sempre nuovi parcheggi sotterranei. Abbiamo eliminato aree verdi e luoghi di aggregazione spontanei. Attualmente la periferia romana prescelta per la costruzione del più grande centro commerciale d’Europa (Municipio IV, Porta di Roma) è minacciato dal presunto Programma di Recupero Urbano Fidene-Valmelaina. Nuovi 550 mila m3 di cemento. La salvaguardia delle aree verdi del IV Municipio e’ necessaria per cominciare a risolvere i problemi ambientali, sociali e culturali di questa parte di citta’.
SONO PREVISTI DAL PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO,
FERMIAMO L'ENNESIMO SACCHEGGIO DEL TERRITORIO !
Si continua a costruire per pochi a danno della comunità e dell’ambiente che la ospita.
L’ordine del giorno specifica anche le richieste dei comitati che hanno presentato il loro progetto di “recupero del recupero”.
Il Coordinamento Salvaquarta (Comitato Parco delle Betulle, Comitato Parco del Turchino, Comitato Minucciano) ha esposto il “recupero del recupero” in varie assemblee pubbliche e volantinaggi nonché alla Facoltà di Architettura dell’Università Roma 3.
Il progetto proposto dai comitati prevede:
1) la tutela delle aree di valore ambientale e culturale (4 grandi parchi che verrebbero chiamati col nome di “Città delle Volpi” (a Tufello, Vigne Nuove, Bufalotta, Nuovo Salario), per rimarcare le relazioni tra i vari spazi verdi e la ricchezza ambientale delle aree;
2) quota di appartamenti a canone concordati come prevista dalla delibera comunale sull'emergenza casa e dallo stesso “Programma di Recupero Urbano”;
3) ottimizzazione delle risorse finanziarie
4) opere pubbliche realmente utili per i quartieri (è previsto un parcheggio di scambio, uno spazio teatrale, un progetto di agricoltura in area urbana ed utilizzo pubblico del Casale della Torricella; un grande raccordo ciclabile Nuovo Salario - Fidene – Bufalotta; ristorazione con filiera corta ; riutilizzo di aree già urbanizzate).
Numerosi sono stati gli appelli per una sospensione del “Programma di Recupero Urbano”, anche da parte di altre associazioni.Questa vertenza dura da oltre due anni.
e ora un'occhiata alle carte...
...qualcosa non quadra...

L'area in alto a sinistra segnata con la sigla TOc/10 a righe orizzontali e' quella compresa tra il Parco delle Betulle, Fidene e la ferrovia Roma-Orte.
L'area in basso a sinistra segnata con la sigla TOb/12 a righe orizzontali e' quella compresa tra Piazza Minucciano e la Stazione FS Nuovo Salario.
Se confrontate questo grafico con la tavola di assetto riportata qui sotto, noterete che il progetto di costruzione n° 5 (Betulle) e quello n°8 (Piazza Minucciano) sono stati localizzati proprio sulle aree di valore ambientale.
Se il progetto di nuove edificazioni e' stato cancellato grazie alle proteste dei cittadini, il cemento sulla splendida collina dietro Piazza Minucciano rischia ancora di sottrarre a tutti gli abitanti un polmone verde e un'area.
E' un nostro diritto chiedere che venga salvaguardata la salute e la bellezza dei quartieri!!!

La tavola d'assetto stabilisce le aree di valore ambientale che devono essere salvaguardate (sono colorate in verde chiaro).
Le aree segnate in "graticcio" sono quelle dove i costruttori vogliono costruire.
Come si nota facilmente nell'area verde a destra, i progetti n°2 (tra via Vigne Nuove e via Passo del Turchino )e n°11 (tra il Liceo Nomentano sulla Bufalotta, il viadotto Gronchi e L'Istituto Matteucci su Vigne Nuove) sono stati localizzati proprio sulle aree che dovrebbero invece essere salvaguardate...
Parchi o giardinetti?
È quello che rischia il Municipio IV a Roma nord, il più popolato della capitale, con oltre 200 mila abitanti e con un albero ogni diciotto persone.
Questo prevede il Programma di recupero urbano [Pru], un intervento urbanistico nato da una legge nazionale, per riqualificare le periferie e tutelare le fasce sociali più deboli, ma che si è tramutato in un sottile strumento di speculazione edilizia. Grazie al Pru del IV Municipio, i costruttori edificano in aree private e comunali su una superficie pari a 460 mila metri quadri; il guadagno per l'Amministrazione è una settantina di miliardi di vecchie lire da destinare alla realizzazione di opere pubbliche.
In realtà, il prezzo che gli abitanti dovranno pagare per il «recupero urbano» sarà ben più alto di ciò che deriverà dallo scambio pubblico-privato.
Le nuove edificazioni [640 mila metri cubi] aggraveranno la mobilità pubblica e privata, già disastrata da un nuovo mega centro commerciale a Porta di Roma e dai milioni di metri cubi previsti dal nuovo Piano regolatore.
La nuova edilizia privata verrà realizzata su terreni per lo più destinati a verde pubblico, servizi culturali, servizi pubblici e di quartiere [mai realizzati]: si distrugge così la trama urbanistica ordita trent'anni fa, annientando tutte le zone-cuscinetto, in quartieri che,a livello architettonico, mancano di scala umana.
Gli interventi privati sottraggono agli abitanti zone frequentate da decenni: è il caso della collina del Parco delle Betulle tra Fidene e Serpentara, del Parco del Turchino tra Vigne Nuove e Bufalotta, della collina del Sagittario a Nuovo Salario.
Viene così mortificato il già labile senso di appartenenza degli abitanti ai luoghi in cui vivono.
Sono proprio le aree verdi a dare identità a questi quartieri-dormitorio e a offrire un punto di aggregazione sociale schietta e intergenerazionale, difficile datrovare in un centro commerciale.
Il sistema di tutele ambientali previste dal Piano territoriale paesistico [Ptp] non preserva con certezza le aree citate: una legge regionale del 2004 della ex giunta Storace, con l'ampio appoggio dell'opposizione di centrosinistra, ha permesso deroghe ai vincoli del Ptp.
La città rischia così di perdere luoghi di valore ambientale per fare spazio a giardinetti anonimi.
Il IV Municipio, Colle della Strega al Laurentino e altre zone periferiche di Roma sono minacciate da
un'urbanistica ancora segnata da modelli passati: espansione a macchia d'olio e profitto a senso unico,
una metropoli «conseguenza e conclusione di una genesi consumata senza amore né civiltà», per dirla con le parole di Gramsci.
Il Parco delle Betulle e' stato distrutto da un intervento costato ben 174mila euro. L'aspetto armonioso del parco e' stato distrutto con lavori in pietra e cemento; sono state sradicate piante di ginestra ed altre essenze; e' stato realizzato un corridoio per i cani largo pochi metri e quindi inutilizzabile; e' stata impiantata un'illuminazione invasiva e di dubbio gusto estetico che causera' altro inquinamento luminoso; la pulizia e la sicurezza dell'area diventano sempre piu' scarse a causa dei cordoli in cemento del sentiero in cemento; le aree giochi sono state riempite di scomoda sabbia e i cordoli in legno attorno ai giochi hanno gia' causato il ferimento di alcuni bambini; i lavori sono durati piu' di un anno rendendo impraticabile il parco (sul cartello non e' stata posta nemmeno la data di inizio lavori); il prato e' stato scempiato da attrezzature sportive di dubbia utilita'. Malgrado le numerose richieste di comitati e cittadini di fermare i lavori e di spendere i fondi con maggiore razionalita', il Municipio e' rimasto sordo. La responsabile del progetto, l'ingegnera Sisca dell'Ufficio Speciale Ambiente del Municipio ha promesso incontri mai avvenuti e il progetto e' stato modificato senza alcun motivo, tranne quella di permetter una maggiore speculazione. Una persona del Comitato Parco delle Betulle e' stata aggredita fisicamente da un operaio per il semplice fatto di aver chiesto il rispetto delle norme di sicurezza durante i lavori (il cantiere e' stato spesso lasciato aperto in maniera rischiosa). Il Presidente del Municipio Alessandro Cardente (Verdi) ha ascoltato i comitati solo in campagna elettorale, salvo poi disinteressarsi della vicenda ad elezione avvenuta. Il consigliere Antonio Comito (Verdi), interpellato dagli abitanti al riguardo, li ha addirittura offesi durante un incontro nella sede di via Monte Rocchetta. A questo proposito e' singolare che il consigliere Comito regali qualche panchina e qualche albero durante la campagna elettorale, quando poi, per avere delle attrezzature nei nostri parchi, dobbiamo sborsare centinaia di migliaia di euro. Ci piacerebbe sapere se le ditte che forniscono al consigliere Comito tali attrezzature durante la campagna elettorale siano poi le stesse che ottengono appalti tanto vantaggiosi nel corso della legislatura. Il Parco delle Betulle non e' chiaramente piu' un parco: non si avverte piu' la differenza tra l'area urbana di viale Lina Cavalieri e il Parco delle Betulle, coperto da una distessa di porfiro e cemento, senza il colore dei fiori e degli arbusti che ne facevano un luogo bellissimo. Riguardo all'impianto di illuminazione, e' ormai noto che l'inquinamento luminoso e' causa di stress e malattie, oltre ad essere un fattore di riscaldamento dell'atmosfera: questo non sembra interessare il Municipio, che giustifica i lavori con la prevenzione della "delinquenza" nelle ore notturne. E' pero' singolare che le aree piu' pericolose e degradate del quartiere siano proprio quelle in cui la luce e' maggiore, poiche' l'illuminazione forte e' spesso sinonimo di bivacco notturno e schiamazzi, se non peggio. Se qualcuno al Municipio pensa che sia il caso di illuminare i parchi, luoghi dove e' ancora possibile ammirare il cielo stellato (merce sempre piu' rara in citta'), e' il caso, allora, di fare luce anche sulla maniera di gestire i soldi pubblici in un Municipio in cui c'e' sempre meno chiarezza... Riguardo alle competenze tecniche di chi lavora in Municipio, le cose vanno molte male: la dottoressa Sisca, ingegnere, non e' una disegnatrice di giardini e si vede: le linee e l'armonia delle "Betulle" sono andate distrutte, il luogo appare piu' un patio condominiale che un vero e proprio parco. Immaginiamo che presto i bambini torneranno stupefatti dai loro genitori a raccontare l'incredibile sorpresa di aver trovato una rarita': un fiore al Parco delle Betulle...
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Speculazioni Verdi al Parco delle Betulle
Antonio Comito, verde per caso
tra via Pian di Sco' e via Pasquariello
per la difesa del verde pubblico

foto da http://www.deviantart.com/deviation/15581952/

Il campetto di calcio e l’area verde tra via Pian di Sco’, via Uzzano via Pasquariello rischiano di essere trasformati e gestiti da un privato per l’attività di calcetto e calciotto.
Comitati e abitanti si oppongono a questa destinazione per motivi fondati:
1) l’area è comunale ed è stata sistemata e tenuta pulita nel corso di tanti anni dai residenti con il loro impegno fisico ed economico;
2) la zona è utilizzata da tutti gratuitamente per diverse attività sportive ed è vicina ad una lieve altura che ospita alberi e fauna (ricci, volpi);
3) la zona è già stata difesa in passato dal tentativo di realizzare una stazione di servizio (benzina);
4) via Uzzano è un viale pedonale molto frequentato da tutte le persone che vogliono godersi una passeggiata lontano dal traffico e dal rumore;
5) l’area è facilmente mantenibile senza dovere dare spazio ad un privato per la gestione di impianti sportivi;
6) di recente un’altra area comunale in via G. Martino, ad un centinaio di metri di distanza, è stata concessa ad un privato per la realizzazione di una palestra;
7) un’altra area comunale è stata scempiata da centomila metri cubi di detriti inquinanti (via Maldacea – via Garbin)
8) in zona non mancano i campi di calcetto: a poche centinaia di metri da via Pian di Sco’, ci sono i campi della Parrocchia S. Ugo e dell’Ateneo Salesiano; inoltre il calcio è un'attività che interessa maggiormente gli uomini e non le donne, senza contare che ci sono pratiche più adatte anche a intenti di ri/educazione psicofisica e di aggregazione;
9) nessuno ha informato i residenti e i comitati della decisione: vi ricordiamo che il Comune di Roma ha approvato il Regolamento della Partecipazione, secondo cui il Comune è tenuto ad informare gli abitanti delle trasformazioni del territorio;
10) l’area è già congestionata dal traffico su via Pian di Sco’;
Ci opponiamo a questa privatizzazione dello spazio e chiediamo la conferma di un uso veramente pubblico dell’area comunale, anche nel rispetto della sua particolarità ambientale.
Data il modo sconclusionato di gestire i fondi previsti per la “sistemazione” del Parco delle Betulle, chiediamo di considerare l’opportunità di utilizzare tali fondi per la sistemazione dell’area di via Pian di Sco’.
In mancanza della cancellazione del progetto, continueremo nella nostra campagna di informazione e di protesta.
il libro bianco
del recupero urbano
una speculazione edilizia
non annunciata
Associazione Mente Locale snc
Comitato Parco delle Betulle
Comitato Parco del Turchino
Introduzione
Il Municipio IV del Comune di Roma figura in una Guida d’Italia - Natura Ambiente Paesaggio del 1991. Una foto riprende gli insediamenti di via Colli della Serpentara; i palazzi sono ripresi dalla campagna antistante.
La didascalia che affianca la foto non è di gran vanto per il IV Municipio: “L’Urbe si espande: anonime e desolate periferie colano su quella che fu la campagna romana.”
Malgrado anni di studi urbanistici e di simposi sulla nuova sensibilità al paesaggio, il destino dell’urbanistica romana sembra proseguire sulla via già segnata dalle precedenti speculazioni: la via del profitto facile e cieco.
Pare impossibile immaginare che un giorno profitto in termini ragionevoli, rispetto delle persone e dell’ambiente (che, nei fatti, sono la stessa cosa) e scienza urbanistica vadano d’accordo.
Per parlarvi di come il profitto di pochi privati sia stato il motore dell’intervento edilizio “PRU Fidene - Valmelaina”, abbiamo fatto ricorso anche a fonti legislative e tecniche. Ma ci piace ricordare che innanzitutto la questione fondamentale è la maniera di considerare la terra.
Riguardo a questo il PRU è spudoratamente offensivo verso il territorio e i suoi abitanti, dal momento che non è solo un qualsiasi programma di urbanizzazione, ma si fregia del titolo di “recupero urbano” e mirerebbe, in teoria, a riqualificare le periferie.
Questo Programma di Recupero Urbano, come altri interventi di questi ultimi dieci anni, è un intervento deciso dall’alto. Ricorda una di quelle scene cinematografiche di film di guerra, nei quali viene rappresentato il capo supremo con i generali mentre spostano pedine su un grande plastico e progettano il prossimo attacco.
La progettazione urbanistica ha bisogno non solo di tavole e grafici, ma soprattutto di occhi per guardare dal vivo, per guardare ciò che è vivo in città. Si pensa in termini di “standard urbanistici”, di “compensazioni qualiquantitative”, di “riconnessione di tessuti urbani”, ma non è si ancora trovato il linguaggio adatto per dialogare col paesaggio.
Il paesaggio , secondo il modello urbanistico corrente, è ancora un oggetto da addomesticare. Malgrado sia chiaro che, in una metropoli, la salvaguardia del paesaggio originario, con i suoi esseri viventi non addomesticabili, sia la miglior medicina contro il caos cittadino, l’odierna Amministrazione Comunale intende spezzettare il fragile sistema ambientale del IV Municipio, continuando a lottizzare il terreno residuo alla vecchia maniera e geometrizzando la natura in parchetti tutti uguali e iperantropizzati.
Se nel centro storico della città è sanzionato persino l’atto di appoggiarsi su una statua di valore storico o fotografare con il flash un dipinto, ovvero prodotti umani con qualche secolo di vita, in periferia è permesso cancellare disposizioni geologiche molto più antiche, far sparire valli, fossi e strade di vecchia data, includere antiche mura fidenati all’interno di una villetta.
Quando gli abitanti del IV Municipio hanno cominciato a identificarsi con l’aspetto dei luoghi in cui vivono e si muovono, ecco che dopo appena venticinque anni dalla realizzazione degli insediamenti di Serpentara e Vigne Nuove (nati all’inizio degli anni Ottanta) il paesaggio viene stravolto, disarticolando anche quella decente trama urbanistica concepita all’inizio degli anni Ottanta fatta di ampi spazi verdi, necessari se consideriamo la mole di certe edificazioni tutt’altro che a misura d’uomo.
Il Programma di Recupero Urbano Fidene - Valmelaina è il colpo di grazia che si vuole portare all’ambiente di questa zona di Roma.
Senza alcun pudore, il PRU si insinua nel cuore dei quartieri, sottraendo ai residenti le uniche aree verdi residue, gli ultimi scorci di paesaggio capaci di far ricordare a tutti che siamo ospiti dell’ambiente, che questo posto ci accoglie e non viceversa, che questa è una parte di campagna in cui sono sorti diversi insediamenti umani (con palazzi, strade, parcheggi), che questo è l’ambiente che abbiamo incontrato quando siamo nati qua o dal momento che siamo emigrati da altri posti.
Questo è l’ambiente al quale siamo affezionati.
Cos’è un PRU
Nel 1993 il Governo nazionale emana un decreto - legge, il n.493, che comprende alcune disposizioni per “la semplificazione dei procedimenti in materia edilizia”.
All’articolo 11 di questo decreto troviamo i Programmi di Recupero Urbano.
Perciò questi programmi sono chiamati anche “articoli 11” oppure “PRU”, seguiti dal nome della periferia interessata (per es. Art.11 Laurentino oppure PRU Laurentino).
Cosa dice questo articolo 11?
- Vengono destinati dei fondi per la realizzazione di interventi al servizio prevalente dell’edilizia residenziale pubblica.
- I programmi di recupero urbano includono la realizzazione, l’ammodernamento e la manutenzione della città, il completamento delle edificazioni previste in passato e mai realizzate, il risanamento degli edifici, tutto grazie a una collaborazione di pubblico e privato.
Insomma, i cosiddetti Articoli 11 sarebbero uno strumento per risanare le nostre città, con opere pubbliche che la migliorino davvero.
Ma, quindi, a chi tocca, secondo questa legge, realizzare questo risanamento?
E come si attua questa collaborazione tra pubblico e privato?
Secondo l’articolo 11 i programmi di recupero urbano sono da realizzare con risorse pubbliche e private e possono essere proposti da soggetti pubblici e da privati, sia su terreni comunali che su terreni di privati.
Le ultime righe dell’ultimo comma di questo articolo 11 sono particolarmente interessanti: i recuperi urbani avranno “particolare cura riguardo alla tutela dei lavoratori dipendenti e delle categorie sociali più deboli”.
Una legge che sembra fatta apposta per correggere gli errori del passato ed aiutare le persone in difficoltà.
Quale è il guadagno per i costruttori?
I costruttori ottengono delle varianti al piano regolatore su terreni sia di loro proprietà che del Comune (i quali, nella grande maggioranza dei casi, erano in precedenza destinati all’edilizia popolare e ai suoi servizi, alle attrezzature di quartiere, ai servizi pubblici e al verde), e, in cambio l’Amministrazione Pubblica incassa dei contributi straordinari da destinare a opere pubbliche.
Il contributo che i costruttori devono versare al Comune, viene notevolmente ridotto, nel caso che il privato si impegni a realizzare direttamente un’opera pubblica, oppure se cede una parte del proprio terreno al Comune.
Le cifre spese per le opere pubbliche realizzate direttamente dai privati sembrano gonfiate (vedi tabelle), al solo scopo di ottenere un forte sconto sul contributo che il costruttore deve versare al Comune per costruire.
Sono state addirittura finanziate opere pubbliche, per le quali sono stati già spesi dei soldi pubblici nel recente passato.
Naturalmente un altro profitto per i costruttori viene dai tempi sapientemente ritardati con cui si muove l’urbanistica romana: dalla data di approvazione del Programma Preliminare ad oggi , sono passati ben 7 anni, un periodo sufficiente a far lievitare i prezzi d’acquisto delle future abitazioni.
Come si arriva al PRU Fidene - Valmelaina
Come mai sono passati ben otto anni dall’emanazione del decreto parlamentare del 1993 alla sua definizione, avvenuta solo nel 2001?
Vi presentiamo una breve storia dell’iter legislativo del Programma di Recupero Urbano del IV Municipio.
Della sua lentezza, ne hanno beneficiato soprattutto i costruttori e i proprietari dei terreni, i quali hanno visto incrementare, in questi dodici anni, il valore dei propri progetti, poiché, in tutti questi anni, il valore dei terreni e delle future abitazioni è cresciuto. A tutto vantaggio dei proprietari fondiari e dei costruttori.
E a danno della comunità.
Si è adottata una vecchia tecnica dell’urbanistica romana: si “congelano”, anche per decenni, dei terreni interni ai quartieri, per poi edificare quando il terreno ha acquistato valore ed è ormai ben situato in mezzo a un mare di altre case e strade.
E’ il procedimento che Italo Insolera così bene descrive nel suo Roma moderna, una miniera d’informazioni sulla storia urbanistica capitolina e sulla speculazione edilizia..
Scrive Insolera, riguardo al boom edilizio del secondo dopoguerra:
”Il proprietario di una grande area comincia a cedere alla collettività un pezzo del suo terreno, di solito scelto in modo che strade , fogne, acqua, luce, gas, autobus, per arrivarvi debbano attraversare anche tutti gli altri pezzi non ceduti. E’ questa la “utilizzazione provvisoria” che consente al proprietario di veder salire rapidamente al livello voluto il valore dei suoi terreni. E’ ovvio che il proprietario non cede in realtà un bel niente non solo perché cede 10 e conserva 90, ma perché con quel regalo i 90 varranno ben presto 180.”.
Nel febbraio 1994 il Comune di Roma, il Ministero dei Lavori pubblici e la Regione Lazio stanziano un finanziamento pubblico per il recupero urbano
Il resto dei soldi da investire verrà dai contributi che il privato deve versare al Comune per poter edificare.
Gli ambiti d’intervento sono individuati dal Comune di Roma nel febbraio 1995 e interessano 12 zone, tutte periferiche:
Fidene - Val Melaina, San Basilio, Tor Bella Monaca, Acilia, Laurentino, Corviale, Magliana, Valle Aurelia, Palmarola - Selva Candida, Primavalle - Torrevecchia, Labaro.
A questo punto il Comune deve predisporre dei programmi preliminari, poi approvati nell’ottobre 1997, e indire un bando di confronto per selezionare le proposte private più meritevoli e più rispettose dei requisiti.
Nel febbraio del 1998, la Giunta Comunale, con la delibera n.571, modifica il bando di confronto per la selezione delle proposte private e sposta il termine valido per la presentazione dei progetti dal marzo 1998 a giugno 1998.
Cosa è cambiato rispetto al primo bando?
Con il nuovo bando i privati possono presentare delle proposte (cioè altre edificazioni) anche su aree comunali che non erano state selezionate all’inizio. Insomma, il Comune, nel febbraio del 1998, il Comune di Roma ha pensato di avere un eccesso di aree verdi e così permette ai costruttori di scegliere altre aree comunali, oltre a quelle prescelte dal Programma preliminare. Naturalmente a patto che “queste altre aree messe in gioco siano dismesse o non utilizzate” dagli abitanti.
Chi passeggia quotidianamente nel Parco Bonaventura di Fidene, non pensa che la zona sia inutilizzata o dismessa...
Inoltre, il Comune ha pensato bene di concedere un’area comunale (proposta privata n°7, fra il supermercato Coop e il viadotto Gromchi) e un’area dell’ex Istituto Case Popolari (ora ATER), nonostante fossero scaduti ampiamente i termini previsti per la presentazione dei progetti, e cioè il 30 giugno del 1998.
Bene, nel novembre la Giunta Comunale nomina una Commissione tecnico - consultiva, formata da esperti interni ed esterni all’Amministrazione comunale e da un rappresentante della Regione Lazio.
Questa commissione, dopo sette mesi di lavoro, nel luglio 1999 valuta la qualità urbanistica delle proposte private con dei punteggi e presenta una graduatoria, che osserveremo in seguito.
Per ora ci limitiamo a riportarvi un commento scritto di Elio Piroddi, Presidente della stessa Commissione, sulla qualità degli interventi privati: ”Dall’esame risulta che le risposte del tutto pertinenti, come possono ritenersi quelle interne alle aree dei Piani di Zona realizzati o ai loro margini, sono assai poche e salvo rare eccezioni, modestamente significative. Se si volesse perseguire in modo prioritario questa finalità sarebbe evidentemente necessario un dispositivo più efficace di incentivazione dell’operatore privato e una presenza più attiva dell’operatore pubblico.” (dall’estratto del verbale della deliberazione n.1946 della Giunta Comunale, Relazione del Presidente della Commissione tecnico-consultiva, Considerazioni relative alla qualità della partecipazione).
Inoltre, la Commissione comunica le prescrizioni e gli eventuali adeguamenti, allo scopo di formare il programma definitivo.
E così, prima di formare il programma definitivo, c’è ancora tempo per migliorare gli interventi privati, cioè le edificazioni, o di cancellarli, nel caso questi non rispondano a certi requisiti tecnici.
Nel PRU Fidene - Valmelaina qualcosa cambia. E sorgono altre perplessità.
Per esempio, la proposta privata 3C, che proponeva una multisala cinematografica nel Parco delle Sabine, viene ritenuta incompatibile.
La ditta costruttrice (Monaco spa), però, viene ugualmente premiata con delle cubature da aggiungere a un altra edificazione privata del PRU (sempre della Monaco spa, poco più a nord).
Di solito le compensazioni hanno luogo quando un progetto è approvato e non viene realizzato per motivi di interesse generale..
Inoltre, nel dicembre 1999, l’Amministrazione Municipale richiede ed ottiene il reinserimento di una edificazione commerciale, la numero 9, che era stata bocciata per le sue “soluzioni progettuali gravemente carenti sotto il profilo urbanistico ed architettonico ed inoltre non consegue nessuno degli obiettivi del programma”. La destinazione dell’area passa da non residenziale a residenziale privato...
L'11 gennaio 2001, il Programma definitivo di Recupero Urbano Fidene - Valmelaina viene approvato dal Consiglio Comunale a larga maggioranza (29 voti favorevoli, 3 contrari, 1 astenuto).
Come nasce il movimento antiPRU
Questo è il racconto di un pasticciaccio brutto a Via Della Serpentara..
Nel 2003-2204, una valle bellissima, di proprietà comunale, con un’antica strada lastricata (Via della Serpentara, che collegava via Lina Cavalieri alla Stazione FM1 Nuovo Salario) e una ricca vegetazione che ospitava la fauna locale (volpi, falchi e altre specie), è stata sommersa da oltre 100mila metri cubi di vari detriti: terra di riporto, calcinacci, grossi pezzi di calcestruzzo e altro materiale di risulta, travi di ferri, tubi di gomma, terreno maleodorante, umido e dal colore verde, anche con un fastidioso e penetrante odore simile a quello del gasolio e dell’alcool.
Diversi camion hanno trasportato incessantemente, giorno dopo giorno, quei detriti, che poi sono stati “spalmati” da una ruspa sulla vallata, sommergendo alberi, strada e animali.
Dove una volta gli abitanti passeggiavano su una strada affiancata da piante di fico , ora c’è una sterile distesa dove non crescono neanche le erbe più coriacee.
All’entrata del cantiere c’è ancora un ridicolo cartello abusivo, secondo il quale una certa ditta Cremisini dovrebbe sistemare la zona a parco.
Malgrado tantissimi abitanti abbiano chiesto il blocco dei lavori al Municipio IV, ai Carabinieri e alla Polizia Municipale, lo scarico di detriti è continuato, perché ogni autorità ha ripetuto ai cittadini che “ci sono i permessi”. Come se un permesso bastasse a giustificare lo scempio.
Alcune persone hanno anche seguito i camion, che, nel frattempo, con i loro numerosi passaggi, hanno creato veri e propri solchi sulle strade vicine. I camion, almeno quando sono stati pedinati, provenivano da via Guido Reni, dove si stava demolendo un edificio, precisamente una vecchia caserma.
Lì i camion sono stati visti caricare i materiali di risulta e viaggiare verso Serpentara, scaricando il loro contenuto nella valle.
I residenti hanno denunciato il fatto alla Procura di Roma e diversi abitanti sono tornati periodicamente a protestare in municipio, ottenendo risposte vaghe ed elusive anche dall’attuale assessore all’ambiente.
Nessuna interrogazione è stata presentata dal Consiglio Municipale per far luce sull’accaduto. Una foto della discarica è stata mostrata al Sindaco di Roma Walter Veltroni, durante una sua visita al Municipio IV, ma dal Comune di Roma non è giunta nessuna reazione.
Anzi, purtroppo alcuni cittadini hanno saputo di un consigliere comunale, il quale si sarebbe vantato dell’intervento, cioè della discarica, attribuendosene la responsabilità diretta.
Un’altra informazione certa è che l’Ufficio Giardini, nella persona del sig. Lesti, si è dichiarato responsabile per il permesso concesso alla ditta.
Successivamente il sig. Lesti, assieme a un consigliere municipale, Mario Canino, ha incontrato un comitato di residenti sul luogo della discarica, affermando che è lecita e che non sarà rimossa, anzi, che è stata utile perché tanto “la valle era sporca di rifiuti lasciati li’ da cittadini incivili, e a volte ci andavano”, sempre per esprimerci con le parole del dott. Lesti, “extracomunitari e barboni”.
E così l’Ufficio Giardini del Comune ha pensato bene di risolvere il problema della pulizia delle aree verdi, del disagio sociale e dell’immigrazione scaricando oltre 100mila metri cubi di materiali inquinanti, ricoprendo una bellissima vallata tutelata dal Piano Paesistico Territoriale....
Dopo mesi di scarichi, guidati non da un direttore dei lavori ma da un residente compiacente (che dice al ruspista come e dove mettere la terra), i camion hanno smesso di depositare detriti, anche perché la valle era stata ormai oscenamente colmata.
E’ solo a questo punto che è arrivata la Sovrintendenza Archeologica, che ha effettuato degli scavi di controllo in punti lontani dal luogo di scarico, poiché il suolo originale era sepolto ormai parecchi metri sottoterra.
Dopo gli inutili saggi, la Sovrintendenza ha abbandonato il posto, lasciando però delle ampie e profonde buche nel terreno, che spesso vengono colmate dalle piogge, creando seri rischi per chi ci accosti. L’area infatti non è mai stata recintata.
L’ultima allarmante notizia riguarda l’accertamento della presenza di amianto nel materiale scaricato.
l cittadini riescono, con fatica, a consultare alcuni grafici, nel tentativo di capire quale fosse la destinazione urbanistica prevista per quella valle. I grafici osservati sono, per un caso, proprio quelli del PRU Fidene - Valmelaina....
Gli abitanti capiscono, così, diverse cose da quel grafico:
- che esiste qualcosa chiamato Programma di Recupero Urbano Fidene - Valmelaina,
- che la valle era destinata dal PRU a diventare parte di un “parco naturalistico” (Parco della Torricella), anche perché tutelata dal Piano Paesistico Territoriale;
- che per finanziare la valorizzazione di quella vallata vengono sacrificate al cemento altre aree verdi circostanti; che la cementificazione del PRU tocca ben 460mila metri quadri di aree verdi del IV Municipio, alcune, come il collinone tra il Parco delle Betulle e Fidene, frequentate da persone non solo del quartiere.
Il Recupero Urbano nel contesto del IV Muncipio:
da città giardino a giardino di cemento
Nei quartieri della IV Circoscrizione vivono attualmente oltre 250mila persone (il 7,3% dei cittadini romani, la percentuale più alta), in prevalenza tra i venti e i cinquant’anni, mentre gli ultrasessantenni sono solo il 15%
Coloro che devono uscire dal municipio per recarsi al lavoro o alle scuole, sono costretti ad attraversare gli scarsi punti di comunicazione con il resto della città: Piazza Sempione, viadotto delle Valli, via Prati Fiscali, il ponticello di Villa Spada. La mobilità è una parola sconosciuta per gli abitanti.
Il trasporto pubblico è in condizioni pessime: il nuovo filobus servirà solo ad inquinare di meno, senza cambiare nulla in termini di qualità del servizio e di frequenza delle corse.
Le nuove edificazioni (Piano Bufalotta, nuovi centri commerciali, Piano Casale Nei, Articoli 11) sono state concepite senza un serio piano dei trasporti e solo con generiche promesse di prossimi collegamenti: è una dura legge dell’urbanistica romana; prima si fanno i palazzi e poi, forse, le strade.
La cura del trasporto pubblico su rotaia è rimasta uno slogan: il trenino metropolitano è spesso affollato fino all’inverosimile.
Il progetto di tramvia Fidene - Cinecittà, promosso da oltre quaranta associazioni di quartieri di vari municipi, è stato recentemente mortificato dall’Amministrazione Comunale e le stesse associazioni stanno promuovendo una raccolta firme per costringere il Comune a deliberare sulla questione.
Infine, malgrado alcuni amministratori si lamentino spesso del taglio delle risorse economiche destinate ai Comuni dal Governo nazionale, l’Amministrazione locale trova i soldi per nuovi passanti sotterranei per il trasporto privato (Appia Antica, Pineta Sacchetti e, proprio nel nostro municipio, il collegamento sotterraneo Bufalotta - viale Kant), ma non per nuove linee di metropolitana pubblica.
Naturalmente al taglio delle risorse economiche destinate agli enti locali, si affianca anche
la cattiva amministrazione dei soldi pubblici (vedi i 60mila euro spesi qualche anno fa per il Crazy Truck, una manifestazione carnevalesca di pessima qualità senza alcun seguito).
Se quei soldi fossero stati utilizzati per acquisire nuove aree verdi, oggi la comunità avrebbe una zona di verde pubblico in più.
Per quanto riguarda l’inquinamento acustico, solo nell’ultimo anno, l’Amministrazione capitolina ha pensato bene di ricorrere solo quest’anno ad un laboratorio mobile sperimentale (fornito da Rfi - Rete ferroviaria italiana), per calcolare l’impatto delle attività umane sulle nostre orecchie.
Finalmente l’analisi dell’inquinamento acustico è stata eseguita in una zona popolosa ma sempre esclusa dai rilevamenti, Borgata Finocchio, con risultati allarmanti: si sono registrati picchi di 75,6 decibel nelle ore diurne (il livello di rumore per legge è pari a 65) e di 74,7 nelle ore notturne (il limite è di 55). Un livello troppo alto di decibel è causa di patologie cardiache oltre che di disturbi di tipo nervoso.
Non è migliore la situazione dell’inquinamento atmosferico. Ancora una rilevazione in Borgata Finocchio ha fatto risultare come anche il limite giornaliero delle polveri sottili (35 microgrammi per metro cubo) sia ampiamente superato: le analisi del Treno Verde in questa zona di Roma hanno rilevato 57 microgrammi per metro cubo nel marzo scorso (articolo del 9/3/2005 sulla cronaca romana de L’Unità)
Lo sviluppo urbano dell’ultimo cinquantennio ha trascurato i servizi culturali e sociali.
Poco è offerto al municipio più abitato di Roma, a parte i nuovi centri commerciali a Bufalotta con la multisala cinematografica. Poco è offerto alle associazioni culturali che, senza particolari compromessi “politici”, offrono arte, film, musica, teatro e incontri, cercando di supplire alla totale mancanza di luoghi di vera aggregazione.
Riguardo allo stato dell’ambiente nel IV Municipio, il primo dato da fornire è la superficie totale del verde nei quartieri: 343mila metri quadri (di cui 100mila vengono dall’arredo stradale e dalle aree di sosta).
Dato che alla data del censimento 2001 il municipio era abitato da 214mila persone, il verde per abitante risulta pari a 1,6 mq. (dati forniti dall’Assessorato alla Tutela Ambientale del Comune di Roma).
Considerando, poi, i dati forniti dal Servizio Giardini del Comune di Roma, veniamo a conoscenza del fatto che sono presenti nelle aree pubbliche 12784 alberi, ovvero 1 albero ogni 18 abitanti.. Il 76,77% di questi alberi non vive nei parchi e nei giardini, ma sono quelli vedete lungo i marciapiedi o negli spartitraffico.
Insomma, il Municipio IV sembra essere passato dall’essere la città - giardino, secondo la definizione coniata negli anni ’30, ad essere un giardino di cemento. Stiamo qui adottando il titolo di un romanzo di Ian Mc Ewan, “Il giardino di cemento” per l’appunto, scritto da un autore molto caro all’attuale Sindaco di Roma Walter Veltroni, uno dei suoi lettori più famosi.
Nel romanzo, un piccolo giardino domestico, spontaneo e affascinante, viene soffocato col cemento da un padre che ha paura di ogni forma genuina di natura. Egli decide di trasformare il grazioso cortile in un giardino soffocato da piastrelle con vialetti ordinati e senza erbacce, tristi e senz’anima.
Il giardino di cemento è l’obiettivo di un uomo spaventato dalla spontaneità e dalla forza vitale della natura.
Egli tenta, invano, di soffocare le aspirazioni dei figli e della moglie a una vita libera da condizionamenti e da un ordine eccessivo, così come cerca invano di sopprimere quelle che, immeritatamente, vengono chiamate “erbacce”.
E’ in questo quadro urbano che si inserisce il Programma di Recupero Urbano.
Analizziamo ora quali erano i buoni propositi del Programma e quale è stata la sua reale applicazione.
PRU Fidene - Valmelaina: immobildream o incubo urbanistico?
Nella Relazione introduttiva del Comune di Roma - Dipartimento Politiche del Territorio, si precisa che gli obiettivi del PRU Fidene - Valmelaina riguardano il miglioramento di tre “sistemi”: il sistema insediativo, il sistema della mobilità e il sistema ambientale.
Per questo motivo si intende finanziare con soldi pubblici (fondi regionali e comunali) una serie di opere pubbliche ritenute “prioritarie”.
Tali opere sono il collegamento viario Fidene - Villa Spada, la ristrutturazione di quattro scuole, la realizzazione di un parco archeologico a Fidene. Senza dubbio, soldi spesi bene.
Anche altri interventi pubblici sono considerati “prioritari” dall’Amministrazione.
Questi, però, vengono finanziati con i soldi incassati dai costruttori.
Le opere finanziate in cambio di nuove edificazioni sono le seguenti:
nuove piazze a Tufello, a Vigne Nuove e a Fidene; due parchi archeologici a Serpentara e Vigne Nuove; un parco a carattere naturalistico “che integrerà gli insediamenti pubblici di Serpentara con quelli di Nuovo Salario”; il completamento della strada tra Casal Boccone e Val Melaina (poi abbandonato)
Bastano queste opere “prioritarie” a giustificare altre centinaia di migliaia di metri cubi di cemento in IV Municipio?
E pur ammettendo che questi interventi siano “prioritari”, perché sono stati aggiunti altri interventi di ordinaria amministrazione, che portano con sé altri metri cubi di cemento?
Il teorema del recupero urbano, opere pubbliche in cambio di nuove cementificazioni, già vacillante nel suo pensiero teorico, risulta poi completamente sballato quando si va a leggere il territorio con l’esperienza viva degli abitanti. E con l’analisi attenta della retorica di chi progetta i cambiamenti del territorio, ma di quel territorio non conosce neanche un centimetro quadrato.
Per l’appunto, come è possibile scrivere che è prioritaria “la valorizzazione delle caratteristiche dell’area” e poi nei fatti si trasgredisce il vincolo archeologico assoluto imposto dalla Sovrintendenza sulla collina tra Serpentara e Fidene?
Perché il Nuovo Salario sarà “integrato” a Serpentara da un parco, mentre “la riconnessione di tessuti urbani” avviene col cemento in altre zone?
Perché viene sacrificata un’area verde di proprietà comunale a Vigne Nuove (via Cervi, casaletto con le pecore), per realizzare una piazza di fronte a Largo Fratelli Lumiere (costo dell’opera 3 miliardi di vecchie lire), sempre su suolo comunale?
infine, perché consolare i residenti di Serpentara (che perderanno le loro passeggiate sui sentieri del Collinone), denominado il nuovo parco in zona Fidene “Parco archeologico di Serpentara”? Anche questo uso improprio della toponomastica la dice lunga sullo spessore culturale di questo intervento.
Come il PRU sconvolge il “sistema imsediativo”
Nelle intenzioni di chi ha approvato il PRU Fidene . Valmelaina, sarà possibile, grazie all’intervento privato, risolvere i problemi che riguardano il “sistema insediativo”:
- l’assenza di luoghi centrali (piazze, assi stradali, parchi) dotati di servizi ed attrezzature;
- la carenza di servizi e il mancato completamento delle urbanizzazioni secondarie negli insediamenti residenziali pubblici;
- i problemi di connessione viaria tra le parti dell’ambito e il resto della città;
- la rete di trasporto pubblico inadeguata; assenza di linee di trasporto pubblico ad alta velocità
E’ davvero ambizioso questo PRU!
Peccato, però che queste siano solo le intenzioni....
Riguardo all’assenza di luoghi centrali e di aggregazione, il PRU più che offrine, li sottrae a numerosi abitanti del IV Municipio.
La collina posta tra Serpentara e Fidene, dimora di numerose specie animali e di una varietà botanica incredibile per una zona all’interno dei quartieri, con i suoi sentieri e il suo punto panoramico, verrà scempiata dall’edilizia privata.
Il caso del collinone è un piccolo compendio di interventi illegittimi.
Infatti, in questo intervento privato sembrano dimostrate le tesi del Comitato, secondo cui vengono trasgrediti vincoli archeologici assoluti e relativi, tutele paesistiche, norme amministrative e tecniche. Per questa specifica analisi sulla regolarità del PRU, vi rimandiamo allo studio in appendice.
Per ora, quello che interessa comunicare è che il privato sottrae a residenti anche di altri quartieri il gioiello verde di Fidene e Serpentara, insediamenti sovraffollati e dalla bellezza scadente.
Insomma, anziché creare, si distrugge un luogo di aggregazione, un oasi di pace in cui rifugiarsi.
E se in cambio il privato, oltre ai metri cubi “privati” , offre un centro anziani nei quartieri anagraficamente più giovani del IV Municipio, in realtà sottrae a giovani e anziani “la camminata in collina”, un esperienza condivisa dalla comunità per decenni.
Anche in altri casi, vengono eliminate vere e proprie centralità dei quartieri.
La collina soprannominata “il Sagittario”, dietro Piazza Minucciano, sarà occupata da un centro commerciale, da sistemarsi in contiguità di un grande supermercato, inaugurato pochi anni fa.
La polisportiva di via Monte Resegone al Tufello e il vicino centro anziani rischiano di sparire, dopo che già un altro campo di calcio storico del quartiere Val Melaina, il campo Coccia, ha fatto spazio negli anni ’90, a un grande palazzo. Il Campo Coccia era l’ultimo fazzoletto di terra rimasto scoperto lungo la direttrice via Monte Cervialto - via Isole Curzolane.
Anche il fazzoletto di terra posto tra via Cavriglia e via Prati Fiscali sarà cementificato, poiché il già vasto Ateneo Salesiano pensa di aver bisogno di altro spazio.
Riguardo alla carenza di servizi e alla mancata urbanizzazione, c’è parecchio da eccepire sui rimedi del PRU.
E’ da sottolineare come le varianti al piano regolatore apportate dal PRU siano tutte a vantaggio del privato.
Infatti, dopo il Recupero Urbano, le aree destinate a “attrezzature di quartiere” diminuiscono di 12.760 metri quadri rispetto ai precedenti piani di zona, fatti sapientemente decadere nella speranza di una variante più appetitosa.
Anche le aree previste per “servizi pubblici” perdono 12.434 mq.
I “servizi privati” non sono però in calo, anzi riescono a guadagnare anche un migliaio di metri quadri.
Affrontando lo studio delle varianti da edilizia economica e popolare (o suoi servizi) a edilizia privata, sorge il fondato dubbio che coloro che approvarono questo PRU Fidene - Valmelaina, non abbiano mai letto il testo della legge nazionale, la 493/93, che regola i Programmi di recupero Urbano.
Vi ricordate? Si parlava all’inizio del nostro libro bianco di “tutela dei lavoratori dipendenti e delle categorie sociali più deboli”. E’ l’ultima frase dell’ultimo comma dell’articolo 11 della legge.
Bene, con il PRU spariscono 144.522 metri quadri destinati all’edilizia popolare ed economica e ai suoi servizi.
Oltre a cancellare aree in cui si sarebbero potute costruire case a prezzi e affitti abbordabili per le categorie economicamente più deboli, il PRU elimina anche zone che erano state saggiamente lasciate per i servizi necessari a degli insediamenti popolari così popolati.
E’ anche logico che finora gli spazi verdi che costeggiano le mostruose “torri” di via Conti fossero stati lasciati a verde: sarebbe uno scempio urbanistico accostare altre case a questi mostri architettonici, e poi proprio su aree destinate inizialmente agli abitanti.
Indubbiamente l’edilizia privata può ben ringraziare il PRU. Le nuove abitazioni vengono già vendute “sulla carta” a 4.000 euro al metro quadro: è quello che abbiamo scoperto nella zona di Largo Labia, dove sosta un container in cui un sorridente rappresentante ci ha comunicato in dettaglio i prezzi dei futuri appartamenti.
Nei numeri, l’edilizia privata ottiene ben 245.164 metri quadri in più rispetto ai precedenti piani di zona.
Come il PRU peggiora il “sistema della mobilità”
Quando la relazione del PRU Fidene - Valmelaina parla dell’ambizione di risolvere i problemi di connessione viaria, l’inadeguatezza della rete di trasporto pubblico e l’assenza di linee di trasporto pubblico ad alta velocità, l’esito finale del PRU scade nel ridicolo.
I finanziamenti assegnati da questo PRU per il miglioramento del trasporto pubblico sono pari a zero! E, naturalmente, non si realizza nessuna linea ad alta velocità.
Riguardo alla mobilità, l’unica opera meritoria viene finanziata con soldi pubblici e non con nuove edificazioni private: eppure sul destino dell’opera pubblica n°1 “collegamento Fidene - Villa Spada”, che dovrebbe risolvere il problema del ristretto ponte stradale sulla linea ferroviaria Roma - Orte, aleggia un parere negativo della Direzione Regionale Ambiente e Protezione Civile.
A detta dei Fidenati più anziani, l’allargamento del ponticello (ora a senso unico alternato) è una chimera rincorsa, già in anni passati, da ogni amministrazione, forse per sedare ciclicamente gli animi dei cittadini più esasperati dal traffico.
Inoltre si spenderanno altri soldi per il misero collegamento via Monte Massico - via Bufalotta e per una pista ciclabile Fidene - Serpentara, la quale è però già stata ampiamente realizzata.
Sotto l’aspetto dell’integrazione dei nuovi insediamenti con le infrastrutture e le abitazioni già esistenti, i punteggi attribuiti dalla Commissione Tecnica sono impietosi per molte delle dieci proposte private: su un massimo di 15 punti, la proposta privata n°1 ha conseguito 1 punto, la proposta n°2 punti 6, la proposta n°°3A punti 6, la proposta n°5 punti 2, la proposta n°6 punti 5, la proposta n°7 punti 4.
Cosa ci dicono questi punteggi così bassi? Che a Roma l’antica arte di ammucchiare case non è stata mai dimenticata. Ha solo cambiato nome e stile.
Nel nuovo millennio si chiama “connessione di tessuti urbani”.
Come il PRU si fa beffe del “sistema ambientale”
Il PRU ha la passione per il verde.
E’ così preoccupato per il verde che, come dice la sua relazione introduttiva, c’è la “necessità di valorizzazione delle aree verdi residue”.
Sempre secondo questa relazione, sono quindi fondamentali “l’acquisizione e la valorizzazione delle aree di pregio ambientale”.
Strano, però, che proprio il Comune di Roma dia il permesso di scaricare oltre centomila metri cubi di materiale inquinante in una zona verde, che avrebbe dovuto valorizzare proprio con il PRU (ricordate la storia della discarica a Serpentara?).
E strano anche che siano state dimenticate le tutele previste dal piano territoriale paesistico.
In questo caso, siamo costretti a meditare in senso strettamente politico.
E’ vero che la passata maggioranza di centrodestra alla Regione Lazio ha recentemente approvato una legge sciagurata che permette di eludere i vincoli ambientali e paesistici.
E’ altresì vero che allora la maggioranza di centrosinistra al Comune di Roma, apertamente contraria a quella legge ammazzaparchi, farebbe bene a non approvare dal principio progetti di edificazione su aree verdi protette.
E, dulcis in fundo, è stata un’azione trasversale da parte di varie forze partitiche a segnare il destino delle tutele paesistiche riguardo ai Programmi di recupero urbano: nel 2004 infatti la Regione Lazio ha decretato la possibilità di applicare deroghe alle tutele previste dal Piano Territoriale Paesistico. Fatta la tutela, trovata la deroga.
Anche le tutele ambientali previste dallo stesso PRU vengono rozzamente scavalcate:
è il caso dell’edificazione prevista dalle proposte n° 2 e n°11, tra via Bufalotta e via Vigne Nuove.
Tale cementificazione avviene, infatti, in un’area che proprio la Tavola di assetto del Programma di Recupero Urbano designava come “grande sistema ambientale - parco urbano”.
In tal caso, le proposte private n°2 e n°11 sembrano in aperto contrasto con l’articolo 4 del bando, secondo il quale le proposte d’intervento non possono essere localizzate su aree definite, per l’appunto, “Grandi sistemi ambientali”.
Per finire, esprimiamo alcune considerazioni sul verde che il PRU promette di lasciare ai cittadini.
Anziché tutelare i gioielli verdi del IV Municipio, ci si appresta a mortificare l’aspetto spontaneo di luoghi come il collinone alle Betulle, mentre non è affatto chiaro il destino del Casale della Torricella e del casaletto di via Gino Cervi.
Anche il verde “realizzato” dal PRU lascia gli abitanti perplessi.
La nota più importante è che le aree verdi elargite dai costruttori sono ben poca cosa rispetto al suolo che verrà cementificato e servono soprattutto ad alzare il prezzo delle abitazioni da costruire.
Inoltre sarebbe ora di tornare a un verde di vera qualità, cioè uno spazio che sia vitale e non un misero giardino iperattrezzato e di difficile manutenzione, dove l’erba ha la stessa altezza in ogni giorno dell’anno (qualche centimetro).
E’ chiaro che le aree con valenze ambientali rischiano di essere depredate.
La conseguenza è che alla fine l’Amministrazione considera come verde di qualità il terreno che servirà da copertura di un tratto stradale sotterraneo (il passante Bufalotta - viale Kant).
E’, inoltre, siamo sicuri che qualcuno si azzarderà a frequentare il nuovo spazio verde accanto a via Prati Fiscali (4261 metri quadri di fronte a una delle strade più inquinate di Roma)?
Per concludere questo capitolo, ricordiamo che il PRU spende ben 1 miliardo e 200 milioni di vecchie lire, per sistemare l’area verde tra la Coop e via Gino Cervi (opera pubblica n°27), già sistemata appena qualche anno fa e pure attrezzata con una pista ciclabile.
A chi conviene il PRU
Tutti gli amministratori che sostengono la bontà del PRU Fidene - Valmelaina, ad ogni dibattito e in ogni intervista, ne esaltano il profitto economico per le casse dell’Amministrazione Pubblica.
Spesso si è anche giustificato il PRU con il fatto che, attualmente, le amministrazioni locali sono, al momento, particolarmente colpite dai tagli alla spesa pubblica praticati dal Governo nazionale attuale e che, quindi, i Comuni hanno difficoltà a cercare le risorse economiche necessarie, e quindi decidono di ampliare l’influenza dei privati nella sfera pubblica.
Si dimentica però di dire che questo PRU è stato progettato nel 1998, e non in questa legislatura.
Inoltre al calcolo dei benefici economici di questo PRU non è seguito un calcolo dei costi, anche monetari, che la comunità dovrà pagare a causa delle conseguenze sul traffico, sulla qualità dell’ambiente e sulla salute pubblica.
Se siamo sicuri che l’Amministrazione Pubblica incasserà 75 miliardi di vecchie lire grazie alle nuove edificazioni, non sappiamo nulla a proposito dei soldi che pagheremo a causa del PRU.
Chi risarcirà quegli studenti, che per vedere ristrutturata la propria scuola, dovranno sopportare di essere accerchiati dal traffico e dal cemento?
Non risulta neanche che sia stata effettuata una valutazione d’impatto ambientale, come previsto dalle direttive comunitarie del 2000.
Ci servirà concludere citando ancora Italo Insolera, che, a proposito dei piani regolatori del ’62, ’65, ’67 , così commenta:
”Amministrativamente l’acquisizione dei grandi parchi è abbastanza facile: basta redigere il piano particolareggiato che consiste in una semplice linea di confine del parco e ottenere la dichiarazione di pubblica utilità con il decreto di esproprio. Si può obiettare che a questo punto occorrono i soldi per pagare gli espropri e il Comune di Roma non ce li ha. Ma è anche vero che il Comune aveva già allora mille cinquecento miliardi di deficit e le poche decine di miliardi all’anno occorrenti per il verde sarebbero state un’inezia. Non crediamo che sia però questo l’argomento che dovrebbe guidare la politica comunale del verde: quanto costa a tutti i romani la mancanza del verde? Perché il Comune continua a svolgere una politica urbanistica in cui gli interessi dei proprietari di aree e dei costruttori prevalgono sugli interessi della cittadinanza e applica il meno possibile gli strumenti legislativi esistenti per l’acquisizione delle aree pubbliche? Perché l’espansione di Roma continua a far affluire miliardi nelle casse dei privati invece che nelle casse comunali?”.
Aspetti giuridici del PRU: la legge della giungla di cemento
Il PRU Fidene - Valmelaina è un piccolo manuale per qualunque studioso dell’urbanistica romana che voglia documentarsi sul disprezzo delle regole della programmazione del territorio.
Il mancato rispetto delle leggi urbanistiche porta all’approvazione di progetti di scarsa qualità. Specialmente in un programma che dovrebbe migliorare la qualità della vita in periferia.
Varie sono le trasgressioni rilevate e documentate non solo ai cittadini, ma anche agli amministratori.
Un’interrogazione urgente di una consigliera comunale di maggioranza, Adriana Spera, ha avuto risposta solo dopo varie settimane da parte dell’architetto Giampiero Coletti, responsabile per il Comune di Roma. La replica del Coletti annaspava: solo per citare un esempio, egli è stato costretto a scrivere che una strada contestata per la localizzazione su zona di vincolo archeologico assoluto non era stata ancora progettata in realtà, mentre in realtà fa bella mostra di sé in ogni grafico.
In breve, il PRU Fidene - Valmelaina disobbedisce sia a varie norme previste proprio dal suo bando specifico (Bando di confronto concorrenziale) sia a norme più generali, quali leggi regionali e nazionali (vincoli archeologici e paesistici, per esempio).
Riguardo alle norme di ordine amministrativo, nel PRU si concedono due aree a privati che non avrebbero il titolo per entrarne in possesso.
Il primo caso è quello dell’area comunale posta tra il viadotto Gronchi e il supermercato Coop, una parte della proposta n°7. Se il termine previsto per la presentazione delle proposte era il giugno 1998, come mai questa parte della proposta n°7 non figura ancora in un grafico del Programma Definitivo del 2000, mentre appare solo nel successivo grafico del Programma Definitivo del 2001?
E come mai è stata concessa un’area dell’ex I.A.C.P. ad un privato senza titolo? Questa manovra ha così preoccupato l’Amministrazione pubblica e l’Amministrazione dell’ATER, da costringerli ad un funambolismo burocratico, allo scopo di non far risultare quell’area come privata, ma come comunale e quindi di includerla come nuova area comunale “messa in gioco” (ma la scadenza del giugno 1998 vigeva anche per questo tipo di aree).
Alla fine, l’area è stata venduta come “privata”, anche se nella Conferenza di Servizi della regione Lazio del 26 maggio 2004 il Direttore dell’Ater Roberto Rocco afferma che “l’importo relativo alee aree in parola potrebbe esere scomputato dai contributi che l’operatore è tenuto a versare alla Amministrazione Comunale.”.
Ovvero: come acquistare un terreno ATER, cioè dell’Istituto Case Popolari, a costo zero...
Altrove, il PRU Fidene - Valmelaina non è andato troppo per il sottile.
Nella proposta privata n°5, una strada “ritenuta fondamentale per l’accesso ai nuovi insediamenti”, viene progettata, anche con evidenza nei grafici, su una zona di vincolo archeologico assoluto. Sembra sarcastico il fatto che le nuove cubature private siano giustificate con la realizzazione di un parco archeologico.
In tempi passati era considerato un abuso costruire un grande insediamento di fronte ad un’area di grande valenza archeologica. Nell’urbanistica mercanteggiata del nuovo millennio si invertono le azioni: si realizza una cementificazione selvaggia con l’alibi della creazione di un parco archeologico antistante.
Nel PRU si ricorre anche ai mezzi più scontati per scavalcare le regole, come quando il progettista privato tenta in ogni modo di assottigliare il vincolo archeologico sui propri elaborati grafici oppure ingrandisce le aree colorate a verde (senza peraltro indicare che quelle aree sono recintabili perché private).
Riguardo alle tutele ambientali e paesistiche, il PRU fa man bassa delle aree segnalate e protette sia dal Piano Territoriale Paesistico. Abbiamo già segnalato le incoerenze dei progetti N°2 e n°11 e la mancata considerazione delle tutele espresse dal Piano Territoriale Paesistico riguardo alle proposte n°5, n°6, n°7 e n°8.
E’ da notare come tutte le osservazioni qui riportate, siano state evidenziate con specifici dossier ad assessori municipali, comunali e regionali e anche in sede di Commissione comunale Lavori Pubblici.
L’Assessore alle Politiche del Territorio, Roberto Morassut, dopo aver riferito al Comitato Parco delle Betulle che, in presenza di una base giuridica, il Comune di Roma sarebbe potuto intervenire, nell’atto pratico non è mai intervenuto, consigliando al Comitato di ricorrere al TAR (bella scoperta...).
Il Comitato Parco delle Betulle, i cittadini e le istituzioni
Il Comitato Parco delle Betulle ha promosso un’attività di informazione sul PRU a partire da aprile 2004.
Queste sono state le attività del Comitato durante questi mesi:
- una petizione popolare con la raccolta di circa tremila firme;
- la sistemazione dei sentieri sulla collina al Parco delle Betulle;
- un’istanza presentata al Sindaco di Roma e al Presidente Regione Lazio,
insieme ad altre associazioni;
- un dossier sulle irregolarità riscontrate nel PRU, consegnato al sindaco Walter Veltroni, all’assessore alle Periferie Luigi Nieri, all’on. Paolo Cento dei Verdi, all’on. Patrizia Sentinelli del PRC, al cons. reg. Angelo Bonelli dei Verdi;
- un libro bianco sul PRU;
- un presidio di protesta presso il Municipio IV;
- due sit-in al Campidoglio insieme al Comitato Colle della Strega - Laurentino;
- assemblee pubbliche e volantinaggi d’informazione;
- un sit-in davanti alla Regione Lazio;
- una manifestazione al IV Municipio;
- una richiesta di discussione consiliare ai consiglieri del IV Municipio;
- attività sportive, teatro per bambini e musica nel parco;
- due mostre fotografiche;
- una caccia al tesoro botanica;
- una visita guidata alle piante medicinali della collina al Parco delle Betulle;
- una catalogazione delle essenze vegetali presenti sulla collina alle Betulle;
- giornate di pulizia e potatura nel parco e sulla collina;
- tre incontri sull’educazione cinofila con un’esperta;
- un progetto di pista ciclabile Fidene - Serpentara - Nuovo Salario - Conca d’Oro - Lungotevere;
- un progetto di salvaguardia per la collina e la vallata alle Betulle con una disegnatrice di giardini (La Città delle Volpi);
- uno studio di fattibilità per un PRU alternativo a bassa cementificazione;
- pulizia e potature in altre aree verdi del quartiere (Parco delle Magnolie, Collina della Torricella);
- interventi in trasmissioni televisive (Romauno, Teleroma 56);
- vari articoli su giornali locali e nazionali (Repubblica, Il Giornale);
- un video sul PRU Fidene - Valmelaina;
- diverse partecipazioni ad assemblee pubbliche organizzate da altre associazioni.
Uno dei risultati più importanti che il Comitato ha ottenuto, con la partecipazione anche di altre associazioni, è stata l’opera di informazione per far conoscere l’esistenza del PRU.
In una lettera inviata al Comitato, l’Assessore comunale all’Urbanistica, Roberto Morassut, afferma che “il PRU Fidene - Valmelaina adottato dal Consiglio Comunale con Deliberazione n.10 del 10-11-01 è giunto alla stesura definitiva dopo ampie consultazioni con il Municipio IV, i Comitati di Quartiere ed altre Associazioni locali che hanno espresso in più occasioni richieste ben precise riguardanti sia le opere pubbliche che le proposte private, intervenendo in particolare modo sulle volumetrie e sulla più idonea ubicazione degli interventi stessi.”.
Di ampia consultazione parla, in una comunicazione scritta dell’Assessorato, anche l’ Assessore Comunale alle Periferie, Luigi Nieri.
La realtà è che il 99% dei cittadini sono venuti a conoscenza del PRU solo grazie alla nostra petizione e dai nostri volantinaggi.
Le consultazioni di cui parlano gli assessori Morassut e Nieri si è tenuta, con scarsa pubblicità, nel 1999, ovvero un anno dopo l’approvazione del Programma preliminare!
E poi, quali sono queste associazioni locali e comitati di quartiere che hanno potuto partecipare alle consultazioni con l’assessore Morassut?
Perché non hanno debitamente informato i residenti?
A cosa serve un comitato di quartiere o un associazione locale se esclude dalla partecipazione proprio le persone che vivono nel quartiere e incontra gli assessori in salotti appartati o in assemblee pubbliche sapientemente pilotate?
Il concetto di partecipazione viene confuso con quello di creazione del consenso.
Conclusioni
Vogliamo qui ringraziare tutti coloro che ci hanno accompagnato in quest’anno di attività.
Siamo stati felici di conoscere gli abitanti, che ai nostri banchetti ci hanno raccontato il passato del IV Municipio e le loro storie di vita.
Grazie per le sottoscrizioni che ci hanno permesso di finanziarci.
Ringraziamo tutti quelli che ci hanno prestato falciatrici, decespugliatori, rastrelli, cesoie, stoffe per le decorazioni, amplificatori per la musica.
Ringraziamo anche il Comitato Colle della Strega contro il PRU di Laurentino (un’associazione che lotta contro un “recupero urbano” previsto sul Fosso della Cecchignola, con un progetto che va contro ogni buon senso e contro la più comune legge. Il progetto di edificazione è stato accettato dal Municipio e dal Comune di Roma, malgrado sia stato presentato con due mesi ritardo sulla scadenza prevista dal bando).
La nostra opinione sul PRU Fidene - Valmelaina, espressa con commenti ma soprattutto con la voce dei dati attraverso questo “libro bianco”, è chiaramente avversa a questo modello di sviluppo.
Conosciamo il territorio e i suoi problemi e siamo certi che questo “recupero urbano” è un passo indietro per tutto ciò che riguarda la scienza urbanistica, il ruolo del pubblico nella gestione del territorio, la partecipazione degli abitanti alle decisioni importanti, lo sviluppo sostenibile.
Ci rende ancora più tristi il fatto che, in questi tempi di crisi ambientale e abitativa, gli amministratori decidano di concedere, in undici periferie romane, altre aree ai costruttori su suoli che erano destinati in precedenza per buona parte all’edilizia popolare ed economica, ai servizi pubblici e di quartiere e al verde pubblico.
Nelle tabelle conclusive, potrete osservare le varianti del PRU al Piano regolatore per ogni periferia.
Noterete immediatamente quante aree E3 previste dai precedenti piani di zona (edilizia popolare ed economica o suoi servizi), N (verde pubblico), M1 e M2 (servizi pubblici e attrezzature di quartiere) siano state trasformate dal PRU in E1, E2 (edilizia residenziale privata) e in M2 (servizi privati).
La città continua ad essere un bene economico che viene regolato e maneggiato principalmente secondo i criteri degli interessi privati forti. L’urbanistica
Il sindaco di Roma Luigi Pianciani, il 21 aprile 1873, affermò che “in scala assai più larga del fabbricare, si procede al negoziare dei terreni, e la popolazione intanto manca di case”:
Sono passati 130 anni da quella affermazione ed essa è ancora così drammaticamente valida: l’ombra della speculazione edilizia si stende ancora minacciosa sui nuovi suoli.
E non succede solo a Roma.
Giancarlo De Carlo, un protagonista dell’architettura e dell’urbanistica di questo secolo, parla cosìo dei progetti urbani per Milano della giunta Albertini, in un’intervista al quotidiano L’Unità del 15 dicembre 2004: “”...c’è una linea, c’è un modo coerente di sbagliare, vedi gli ultimi piani di Albertini per la fiera. Si pensa a volume da collocare, non si pensa al paesaggio, si pensa per blocchi come piace agli speculatori. Se la città ne risulta avvilita e deturpata, si sappia perché”.
La terra e l’aria, che sono le prime cose che le persone imparano a condividere dal momento che nascono, sono oggetti di scambio per chi guarda alla città pensando più al gioco del Monopoli che al bene comune.
D’altronde anche nel Monopoli avrete notato come di spazi verdi ce ne siano ben pochi.
Intanto, chi recupererà questo recupero?
Quando esplode la periferia
Data di pubblicazione: 16.03.2006
Autore: Erbani, Francesco
Il disagio delle periferie: problema da affrontare con serietà, oppure alibi per nuove privatizzazioni? Da la Repubblica del 16 marzo 2006
A Roma sono stati appena approvati i Pru (programmi di riqualificazione urbana), l’ultimo dei quali riguarda proprio il Laurentino 38. Si tratta di piani varati per le zone di residenza pubblica, undici in tutta la capitale (da Prima Porta a Tor Bella Monaca, da Fidene Val Melaina a San Basilio, da Primavalle a Corviale) e riguardanti un’estensione di 6 mila ettari, dove vivono 450 mila persone.
Gli investimenti sono cospicui, 1.800 milioni di euro, di cui 1.620 privati e 183 provenienti dai bilanci di Comune e Regione. La filosofia la spiega Daniel Modigliani, architetto, dirigente del Campidoglio (dove ora guida l’ufficio del Piano regolatore) e che è stato la mente dei Pru: «Abbiamo realizzato piani che prevedevano servizi, infrastrutture, verde, parcheggi, insomma tutto ciò che avrebbe completato quei quartieri, ridotto il loro isolamento dalla città.
La legge prevede che gran parte di queste opere possa essere finanziata con capitali privati. E così abbiamo chiesto a chiunque avesse capacità imprenditoriali di presentare progetti di nuova edificazione e con gli oneri che normalmente si pagano quando si ottiene la concessione a costruire, ma ulteriormente maggiorati, potremo realizzare asili e scuole».
Il coinvolgimento dei privati è un punto essenziale.
Ma vengono avanzate molte obiezioni.
Gli interventi al Laurentino, per esempio, sarebbero stati finanziati in parte con gli oneri ricavati dalla costruzione di 72 mila metri cubi nel Fosso della Cecchignola, un’area verde di grande pregio per la sua fauna e la sua vegetazione che unisce il parco dell’Appia Antica con la riserva di Laurentino Acqua Acetosa e che viene segnalato anche per i ritrovamenti storico-archeologici.
L’area era inedificabile, ma il Pru ne aveva cambiato destinazione.
Gli abitanti si sono riuniti in un comitato, hanno presentato osservazioni e hanno ottenuto dall’assessore all’Ambiente della Regione, Angelo Bonelli, che il Fosso della Cecchignola venisse compreso nel parco dell’Appia Antica, scongiurando la cementificazione. (Ma ora un altro pericolo incombe su di loro: una grande strada che squarcia il verde della Cecchignola).
Altre proteste sono scoppiate al capo opposto della città, a Serpentara, dove da alcuni anni gli abitanti avevano attrezzato a parco un triangolo di verde infilato fra i palazzi di un altro grande insediamento popolare. Hanno piantato filari di betulle e montato giochi per bambini. Ma proprio davanti al parco sarebbe dovuto sorgere un quartiere di 130 mila metri cubi.
Gli abitanti si sono opposti con veemenza, hanno raccolto migliaia di firme denunciando il paradosso di una periferia che si vuole risanare aggiungendo palazzi i quali avrebbero aggravato i carichi urbanistici già esistenti. La battaglia ha prodotto un risultato: quei 130 mila metri cubi non sorgeranno più lì (ma forse altrove).
Dossier
Il Programma di Recupero Urbano Fidene - Valmelaina si distingue per:
n la violazione di vincoli archeologici assoluti e delle tutele ambientali previste sia dal Piano Paesistico Territoriale che dalla stessa Tavola di assetto del P.R.U. Fidene - Valmelaina;
n la trasgressione di numerose norme di indirizzo tecnico e amministrativo previste dall’apposito bando (divieto di edificazione nei fondovalle e di realizzazione di strade chiuse, titoli di disponibilità delle aree, ecc.);
n l’elusione delle prescrizioni e dei dinieghi della Commissione Tecnica Consultiva e della Direzione Regionale Ambiente e Protezione Civile;
n la mancanza di una vera partecipazione dei cittadini alle politiche del territorio;
n la distruzione di aree verdi frequentate da decenni a vantaggio di interessi privati forti;
n le gravi conseguenze sul traffico e sull’inquinamento, dovute alla mediocrità dei progetti.
Analisi delle varianti al P.R.G.
Prima del P.R.U. Dopo il P.R.U.
E3 (edilizia popolare) 144.522 mq 0 mq
E2 (edilizia privata) 97.522 mq 281.583 mq
E1 (edilizia privata) 0 mq 61.103 mq
M1 (servizi di quartiere) 12.760 mq 0 mq
M3 (servizi pubblici) 31.434 mq 19.000 mq
M2 (servizi privati) 61.689 mq (senza vincolo SAR) 62.540. mq
aree non edificate 609.443 mq aree non edificate 148.009 mq
aree edificabilii 487.563 mq a ree edificate 461.434 mq
(e considerando che dei 79.033 mq di verde pubblico - N in più rispetto alle destinazioni previste da P.R.G., 45321mq della proposta 5 erano sì destinati da P.R.G. virtualmente a zona M2 - servizi privati, ma sono di fatto inedificabili per vincolo assoluto SAR , 10420 mq della proposta 8 appartengono ad un’area M3 di cui la Commissione tecnico-consultiva aveva chiesto lo stralcio, 24.296 mq della proposta 11 fungono in realtà da copertura ad un collegamento viario sotterraneo e, inoltre, i 4261 mq della proposta 6 sono ciò che rimarrebbe dei 5265 previsti da P.R.G., è evidente che non c’è un reale guadagno per la comunità.
Inoltre un’area verde comunale di 30.000 mq con destinazione E3 della proposta 3a è stata inclusa nel programma definitivo e realizza a scomputo (610mila euro) la sistemazione a verde PdZ Valmelaina O.P.27 che è già stata sistemato recentemente)
Studio delle proposte private
PROPOSTA 1
Proponente: Ares 89 srl (prot.2035/98)
Contenuto: edilizia residenziale (volumetria 53mila mc; superficie 42mila) su area privata prossima.
OSSERVAZIONI: la proposta di intervento è localizzata su area prossima agli insediamenti di edilizia residenziale. Ciò può avvenire “a condizione che si configuri un rilevante rapporto di integrazione urbanistica o di connessione funzionale con gli stessi insediamenti” (Art.4. comma2 Bando di confronto). La commissione tecnico-consultiva del Comune di Roma ha valutato la proposta per l’integrazione rispetto al contesto infrastrutturale, insediativo e ambientale con un voto di 1/15 (il totale della valutazione è 7/50). Le future condizioni di accessibilità e l’attuale viabilità di scorrimento fanno presagire un notevole peggioramento delle condizioni di traffico tra via Don Russollillo e Largo Labia, anche in previsione degli svincoli per le vie d’accesso alla proposta n°5 del P.R.U. E’ da notare come la proposta n°4 sia stata bocciata in base allo stesso articolo e quindi non sia stata inclusa nel Programma definitivo.
Con nota prot. Del pervenuta in data all’Area Conferenza di servizi, la Dir.reg.le Ambiente e Protezione Civile ha espresso parere favorevole con prescrizioni per le proposte private nn. 1, 2, 3a, 5, 6, 8, 9, 11.
Il proponente realizza una pista ciclabile fuori dagli insediamenti (37mila euro a scomputo) e cede la proprietà privata che aveva destinazione a verde pubblico (136mila euro).
PROPOSTA 2
Proponente:ARES 89 srl (prot. 2036/98)
Contenuto: edilizia residenziale in area con destinazione E2 contigua al pdz Vigne nuove e realizzazione parco archeologico Villa di Faonte (previsto dal programma)
OSSERVAZIONI: Sia l’intervento di edilizia residenziale che la strada in progetto sono localizzati su di un’area individuata dalla Tavola di assetto del Programma preliminare come “Grandi sistemi ambientali/Parco urbano”. In tal caso, la proposta 11 è in contrasto con l’art.4 comma 3 In ogni caso, le proposte d’intervento non possono essere localizzate su aree definite dal Programma preliminare (Tavola di assetto) “Grandi sistemi ambientali” e “Aree con valenze ambientali e con funzione di interconnessione territoriale”, salvo che la destinazione prevista nelle proposte d’intervento non sia funzionale agli obiettivi e alle indicazioni di assetto del Programma preliminare.
Con nota prot. Del pervenuta in data all’Area Conferenza di servizi, la Dir.reg.le Ambiente e Protezione Civile ha espresso parere favorevole con prescrizioni per le proposte private nn. 1, 2, 3a, 5, 6, 8, 9, 11.
PROPOSTA 3a
Proponente: Monaco spa (prot. 2071/98)
Contenuto: edilizia residenziale e non residenziale su area pubblica interna messa a bando.
OSSERVAZIONI: la proposta contravviene all’art.8 lett. f), secondo cui le proposte d’intervento localizzate su standard urbanistici devono prevedere, di norma, che almeno il 50% della volumetria complessiva sia riservata alle destinazioni d’uso ammesse per le zone M2 di PRG, escludendo dalla predetta quota minima le attrezzature direzionali, annonarie, trasportuali, coabitative, turistiche, tecnologiche e speciali. La volumetria M2 della proposta è 8.800 mc su un totale di 38.200 mc, quindi il 50% di M2 previsto dall’art.4 lett. f) (19.100 mc) non è raggiunto, malgrado la precedente prescrizione della Commissione Tecnico-consultiva.
La valutazione sulla qualità urbanistica della commissione tecnico-consultiva del Comune è 15/50, la valutazione sull’offerta economica della proposta è 5/50
Sistema a verde una zona comunale (30mila mq) già sistemata e frequentata regolarmente dagli abitanti (O.P. 27) al prezzo di 620mila euro ( a scomputo).
Con nota prot. Del pervenuta in data all’Area Conferenza di servizi, la Dir.reg.le Ambiente e Protezione Civile ha espresso parere favorevole con prescrizioni per le proposte private nn. 1, 2, 3a, 5, 6, 8, 9, 11
Non è chiara la destinazione del Casale presente sull’area.
PROPOSTA 3b
Proponente: Monaco spa (prot. 2071/98)
Contenuto: edilizia residenziale e non residenziale su area di proprietà IACP interna
OSSERVAZIONI: il soggetto proponente avrebbe dovuto detenere la disponibilità dell’area e degli immobili interessati dalla proposta d’intervento al momento della presentazione della proposta stessa, come previsto dall’art.15 comma 1. I requisiti soggettivi devono essere detenuti già all’atto della presentazione della proposta d’intervento; tali requisiti devono essere dimostrati, su richiesta del Comune, dopo la formazione della graduatoria e prima dell’inserimento delle proposte nel Programma definitivo di recupero urbano (art.15 comma 5). Altre due proposte d’intervento (la n°10 e la n°14) erano state ritenute non idonee per carenza dei requisiti soggettivi.
Ciò è confermato dal Comune di Roma nel punto 9 della delibera n°10/2001: “Con riferimento alla proposta 3b, presentata dalla soc. Monaco su aree di proprietà IACP, l’Ufficio valuti l’eventuale convenienza per l’Amministrazione di acquisire le aree dallo IACP, sulla base della disponibilità manifestata dal Presidente dell’Istituto con nota del 20 novembre e che, di conseguenza, la proposta venga riformulata come proposta privata su aree di proprietà comunale”. Nel Programma definitivo Marzo 2001, la proposta 3b risulta come proposta su area privata (Tab. 3.2 Quadro tecnico analitico). Si prefigura così una trasgressione dell’art.15, ai danni di altri soggetti esclusi per lo stesso motivo.
La trasgressione è altresì confermata dal verbale della conferenza di servizi del 26.5.2004. Roberto Rocco direttore ATER Roma: “Quest’Azienda sottoscrive quanto segue qualora la apposita conferenza di servizi tenutasi in data odierna esprimesse parere favorevole all’approvazione del PRU. Considerato che il programma prevede un intervento privato di su di un’area di proprietà di quest’Azienda di circa 31.000 mq e tre interventi pubblici su complessivi 24.000 mq, sempre di proprietà di quest’Azienda, e che il corrispettivo del valore dell’area è stato valutato da “Risorse per Roma” in £35.000/mq (valutazione approvata dal CDA dello IACP nella seduta del 14.11.2000), si propone di invitare l’operatore privato ad acquistare al suddetto prezzo (aggiornato all’ISTAT) direttamente da quest’Azienda sia l’area prevista per l’edificazione privata che quelle previste per opere pubbliche. L’importo relativo alle aree in parola potrebbe essere scomputato (!) dai contributi che l’operatore è tenuto a versare alla Amministrazione Comunale. Resta inteso che tale acquisizione dovrà essere formalizzata, con apposito contratto da stipularsi tra quest’Azienda ed il predetto operatore. Posto quanto sopra quest’Azienda esprime parere favorevole? al PRU Fidene Val Melaina.”(allegato 10).
Dal seguito del verbale di Conferenza di Servizi del 26.5.2004: Con nota prot. Del pervenuta in data all’Area Conferenza di servizi, la Dir.reg.le Ambiente e Protezione Civile ha espresso parere favorevole con prescrizioni per le proposte private nn. 1, 2, 3a, 5, 6, 8, 9, 11; parere negativo per gli interventi residenziali compresi tra via San Gennaro - Piazza di Stia e via Altagnana della proposta privata n.7 via Radicofani, parere favorevole con prescrizioni per i restanti intervento della proposta privata n.7 medesima; per la proposta privata 3b via De Curtis - Via Monte Resegone esprime parere contrario (allegato 13).
Inoltre Con nota prot. D2/2A/08/106111 fasc. del 30.6.2004 la Direzione regionale Ambiente e protezione civile ha espresso parere favorevole con prescrizioni per le opere pubbliche nn. 5, 9, 10b, 22, per la proposta privata 7 e parere contrario per la proposta privata n. 3b denominata IACP Vigne Nuove (allegato 11)
La proposta realizza una piazza (O.P. 10a), prevista dal bando, interna ai nuovi insediamenti, la quale ha ricevuto parere negativo dalla Dir. Reg. Ambiente e Protezione Cicile.
Il non residenziale (9.450 mc) non raggiunge il 50% della volumetria totale (43.796 mc), come previsto dall’art.4 lett. f).
PROPOSTA 5
Proponente: Colsereno spa.
Contenuto: edilizia residenziale e non residenziale
OSSERVAZIONI: l’area risulta essere ancora di proprietà del primo proponente, la Valsalaria, alla quale poi è succeduta la SAG e infine l’Immobiliare Colsereno.
La dichiarazione di bene d’interesse archeologico su parte della proposta d’intervento è stata presentata al IV Municipio il 13/3/2002 ai sensi del D.L. vo490 del 29/10/99, artt. 2, 6, 8, e 49 e adottata il 6/10/2003. Dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Soprintendenza Archeologica di Roma. La documentazione relativa agli atti è raccolta presso la Sovrintendenza Archeologica - Piazza delle Finanze, 1 - Roma.
Vengono trasgredite le prescrizioni ai sensi dell’art. 49 del D.L. vo 29 ottobre 1999, n.490 (che vietano ogni costruzione anche a carattere provvisorio, ogni tipo di asporto e di accumulo di terra) per la zona sottoposta a vincolo compresa nella particella catastale 52, in quanto la suddetta zona, come risulta dal confronto tra la planimetria di vincolo della Sovrintendenza e il pianovolumetrico esecutivo del soggetto proponente, è interessata dalla realizzazione di una strada.
L’edificio con destinazione centro sportivo privato è collocato sulla linea altimetrica dei 45 e misura 7m di altezza; perciò trasgredisce le prescrizioni della Sovrintendenza, che prevedono per quell’area di non superare con nessuna parte dell’edificazioni la quota di 50 metri s.l.m.
Il collegamento viario tra Pieve a Nievole e via Titina De Filippo non rientra nella Tavola degli interventi del Programma Preliminare, ma risulta come opera di urbanizzazione primaria funzionale al nuovo insediamento nel Programma Definitivo e quindi è interna al perimetro della proposta d’intervento. L’area occupata da questo tratto stradale è un’area che riguarda la seguente tipologia d’offerta Art.3 comma 1 lett. c) acquisizione e trasformazione di aree o fabbricati di proprietà del Comune, diversi dagli immobili di cui alla lett. b), localizzate all’interno dei perimetri di cui all’art.4 comma 1.
Riferimenti:
Art.3 comma 1 lett. b) acquisizione e trasformazione di aree o fabbricati di proprietà del Comune individuati dai Programmi preliminari, secondo i criteri e gli indirizzi di trasformazione e utilizzazione descritti negli stessi Programmi preliminari; il Comune si riserva di accogliere le proposte pervenute, previa valutazione di congruità del prezzo offerto da parte degli Uffici pubblici competenti;
Art. 4 comma 1 Le proposte di intervento di cui all’art.3 comma 1 lett. a) possono essere localizzate su aree interne o contigue ai perimetri degli insediamenti di edilizia residenziale pubblica individuati dal Programma preliminare (Tavola degli interventi).
Il collegamento viario suddetto rientra in un’area di proprietà del Comune non individuata dal Programma preliminare (cfr.planimetria allegata alla Relazione tecnica del P.R.U. Fidene-Valmelaina Proposta Privata - 5 del 26.10.00).
Tale area dovrebbe rispondere ad alcune condizioni indispensabili, tra le quali: “le aree risultino dismesse o non utilizzate e siano di proprietà del Comune” (Allegato A della delibera comunale del 24 febbraio 1998, 2. Proposte su aree comunali)
La strada in progetto ricade sì in un’area comunale, ma questa è utilizzata e porta anche il toponimo di Parco di Bonaventura, con tanto di targa del Comune..
Dalla planimetria allegata alla Relazione tecnica della Proposta 5, si evince come il soggetto proponente sia proprietario dell’area privata adiacente all’opera d’intervento ed evidenziata nella planimetria allegata alla Relazione Tecnica del proponente della proposta n°5 in questione e che essa sia interessata da altro progetto in fase di istruttoria. Anche tale progetto è chiaramente localizzato su di un’area interessata dal vincolo archeologico summenzionato.
Dal verbale della conferenza di servizi del 28.4.2004, si è a conoscenza che il dott. Francesco Di Gennaro della SAR si è così espresso: “Si fa riferimento alla nota di parere SAR prot. 19961 del 02.7.2003 rilasciata al Comune di Roma, che risulta agli atti di cotesto dipartimento della Regione, contenente le prescrizioni relative ai singoli interventi.
In particolare si segnalano i seguenti argomenti generali sui quali si attende risposta dal Comune (4° capoverso della nota 19961) i progetti privati sono in parte resi noti e discussi con la SAR direttamente dai proprietari ed esecutori; le opere pubbliche e le infrastrutture nella maggior parte dei casi sono state progettate senza tenere conto dell’aspetto della tutela di competenza; in ogni caso relativamente a queste opere si richiede la presentazione di grafici adeguati, tenuto conto, beninteso, dei pareri già espressi. Data la natura specifica della tutela di competenza della SAR, non si possono rilasciare pareri “di massima” ma si ravvisa l’opportunità di ottenere anche dalla Regione la condivisione delle prescrizioni di saggi preventivi, con eventuale rimozione preliminare di discariche, saggi i cui risultati potranno determinare varianti o diniego di singoli interventi. Al fine di passare ad una fase operativa delle indagini preventive devono essere presentati alla SAR i progetti di dettaglio.”.
Inoltre dallo stesso verbale: “Con nota prot. A3750 del 17.5.2004 la Soprintendenza BBAA di Roma ha chiesto il differimento della conclusione della Conferenza per chiarimenti e integrazioni (allegato 7)”.
Nel verbale della conferenza dei servizi del 26.5.2004, si trascrive: “Segue discussione su quanto espresso dall’ATER Roma e dalla SAR (?, la SAR non è rappresentata in tale conferenza secondo il verbale delle presenze), a conclusione della quale il rappresentante della Amministrazione Comunale di Roma si impegna a fornire adeguate risposte in merito.
Con nota prot. A3750 del 17.5.2004 la Soprintendenza BBAA di Roma ha chiesto il differimento della conclusione della Conferenza per chiarimenti e integrazioni (allegato 7).
Bianco (Presidente): Tenuto conto dell’andamento favorevole dei lavori, preso atto che la Conferenza di servizi ritiene che le controdeduzioni del Comune di Roma possano essere condivise, conclude positivamente la Conferenza di Servizi sul P.R.U. ex art. 11 legge 493/93 località Fidene Val Melaina, alle prescrizioni rese dagli Enti interessati e a condizione che vengano acquisiti i pareri favorevoli mancanti. In caso di esito negativo la seduta della conferenza sarà riaperta.(vedere vincolo SAR 2004) Con nota prot. Del pervenuta in data all’Area Conferenza di servizi, la Dir.reg.le Ambiente e Protezione Civile ha espresso parere favorevole con prescrizioni per le proposte private nn. 1, 2, 3a, 5, 6, 8, 9, 11.
Sempre riguardo alla strada che porterebbe da Fidene a via Titina De Filippo, essa si colloca in un’area sotto il cui suolo giacciono delle condutture Acea ad alta pressione, segnalate da diversi cartelli i quali vietano il transito nella zona in questione.
Inoltre essa rientra in un’area definita dal P.R.G. 2003 centralità locale (le centralità e i luoghi dove si svolgono le attività collettive).
L’area della proposta di intervento è anche interessata da un vincolo di tutela orientata (Toc/10) prevista dal P.T.P.; gli indirizzi previsti dalla tutela del P.T.P.sono orientati al ripristino dei caratteri originari.
La proposta d’intervento contravviene anche ad alcuni Criteri di progettazione per gli interventi in aree trasformabile in Appendice al Bando di confronto concorrenziale, ove si raccomanda di evitare, di regola, l’edificazione dei fondo-valle; di assicurare la continuità con le reti veicolari e pedonali circostanti e con la rete del trasporto pubblico; la coerenza con le direttrici insediative esistenti; di evitare, ove non chiaramente giustificate, le strade senza uscita e inoltre sono vietati tutti gli interventi che possono modificare gli equilibri idrogeologici ed ecologici nella fascia di rispetto di 50 metri dalla sponda o dal piede dell’argine di tutti i corsi d’acqua.
La proposta contravviene anche all’art.9 comma 4 del Bando, in quanto la zona M2, con l’esclusione delle attrezzature direzionali, è inferiore ai 10.000 mq e alla quota del 20% di superficie territoriale.
La Commissione tecnica consultiva si era così espressa negli indirizzi per la formazione del Programma definitivo: “in ogni caso il dimensionamento complessivo dell’intervento dovrà essere a bassa attrattività di traffico, escludendo di conseguenza destinazioni d’uso direzionali, commerciali, trasportuali, ed amministrative.”
La proposta 5 è stata valutata in 2/15 per l’integrazione rispetto al contesto infrastrutturale, insediativo, ambientale e in 5/15 per la qualità dell’assetto interno.
Infine, la proposta cancellerebbe l’uso decennale esercitato dai residenti su un’area che è parte del patrimonio culturale ed affettivo degli abitanti.
L’habitat dell’area comprende una ricca fauna (falchetti, gufi e altri uccelli, volpi, farfalle) nonché una ricca varietà botanica (tra cui nominiamo la farfara e il gladiolo bizantino). Vari sentieri collegano la zona Serpentara con la Borgata Fidene e portano ad un punto panoramico di notevole pregio.
La valutazione dell’offerta economica del proponente è pari a 0 (zero).
Il centro anziani previsto è accessibile da Fidene attraverso una strada con pendenza al 7% ed è localizzato nell’area con la popolazione più giovane del IV Municipio (fonte: Piano regolatore sociale IV Municipio)
PROPOSTA 6
Proponente: Impresa Rosso e figli (prot.2103/98
Contenuto: edilizia non residenziale lungo via dei Prati Fiscali
OSSERVAZIONI: la proposta, in quanto localizzata su area prossima agli insediamenti di edilizia residenziale pubblica, dovrebbe far configurare un rilevante rapporto di integrazione urbanistica o di connessione funzionale con gli stessi insediamenti (Art.4 comma 2 Bando di confronto concorrenziale).
Secondo la Commissione tecnico-consultiva, l’integrazione della proposta 6 rispetto al contesto è valutata in 5/15.
Inoltre la proposta 6 contravviene all’art.6 comma 3 lett. c), poiché non recupera la zona N (verde pubblico), in modo che ne derivi un miglioramento qualiquantitativo dello standard (si passerebbe da N 5265mq a N 4529mq). Per giunta, il giardino previsto è posto su una ripida discesa e antistante a una via di grande scorrimento e inquinamento (via Prati Fiscali).
La proposta prevede un uscita su via Cavriglia, con innesto su una corsia preferenziale in discesa, causando così un ulteriore rallentamento del trasporto e del traffico in una strada già congestionata nelle ore di punta. Inoltre l’accesso allo studentato si prefigura come assai problematico, poiché è impossibile contemplare una svolta a sinistra da via Cavriglia e quindi i veicoli dovranno risalire fino a piazza Civitella Paganico per poi tornare indietro ed accedere all’area della proposta, svoltando a destra e occupando la corsia preferenziale.
Con nota prot. Del pervenuta in data all’Area Conferenza di servizi, la Dir.reg.le Ambiente e Protezione Civile ha espresso parere favorevole con prescrizioni per le proposte private nn. 1, 2, 3a, 5, 6, 8, 9, 11.
L’area è attualmente frequentata ed è l’unica zona di verde superstite su via dei Prati Fiscali. Essa presenta una discreta alberatura ed è posta in una zona ad altissima urbanizzazione.
PROPOSTA 7
Proponente: C.I.M. srl (prot.2138/98)
Contenuto: edilizia residenziale
OSSERVAZIONI: la proposta ha un indice fondiario di 3,13, in contrasto con quanto previsto dall’art.8 comma 4.
La valutazione della qualità urbanistica della proposta privata è stata valutata dalla Commissione tecnico-consultiva in 7/50; la valutazione dell’offerta economica è uguale a 0 (zero).
L’area è interessata da una tutela paesaggistica TLa/8.
La Direzione Regionale Attività produttive con nota prot. 48933 del 28.4.2004 ha dichiarato la non competenza per tutti gli interventi ad eccezione degli interventi privati n. 7 e 8, per i quali esprime comunque un parere di massima favorevole, con l’obbligo dell’esperimento della procedura di cui alla L.R. 33/98. Evidenzia l’obbligo del Comune di Roma di redigere il piano del commercio e l’indisponibilità di superficie da adibire alle grandi strutture di vendita nel Comune stesso (allegato 3).
La Direzione Regionale Attività produttive con nota prot. 48933 del 28.4.2004 ha dichiarato la non competenza per tutti gli interventi ad eccezione degli interventi privati n. 7 e 8, per i quali esprime comunque un parere di massima favorevole, con l’obbligo dell’esperimento della procedura di cui alla L.R. 33/98. Evidenzia l’obbligo del Comune di Roma di redigere il piano del commercio e l’indisponibilità di superficie da adibire alle grandi strutture di vendita nel Comune stesso (allegato 3).
Inoltre Con nota prot. D2/2A/08/106111 fasc. del 30.6.2004 la Direzione regionale Ambiente e protezione civile ha espresso parere favorevole con prescrizioni per le opere pubbliche nn. 5, 9, 10b, 22, per la proposta privata 7 e parere contrario per la proposta privata n. 3b denominata IACP Vigne Nuove (allegato 11).
Dal seguito del verbale di Conferenza di Servizi del 26.5.2004: Con nota prot. Del pervenuta in data all’Area Conferenza di servizi, la Dir.reg.le Ambiente e Protezione Civile ha espresso parere favorevole con prescrizioni per le proposte private nn. 1, 2, 3a, 5, 6, 8, 9, 11; parere negativo per gli interventi residenziali compresi tra via San Gennaro - Piazza di Stia e via Altagnana della proposta privata n.7 via Radicofani, parere favorevole con prescrizioni per i restanti intervento della proposta privata n.7 medesima; per la proposta privata 3b via De Curtis - Via Monte Resegone esprime parere contrario (allegato 13).
PROPOSTA 8
Proponente: Italvie spa (prot.2170/98)
Contenuto: edilizia non residenziale
OSSERVAZIONI: la proposta prevede un centro commerciale adiacente a un grande supermercato già esistente.. L’area è frequentata da decenni; parte dell’area ha una destinazione a spazio gioco per cani recentemente autorizzata dal Municipio IV. Il P.R.G. vigente prevede per l’area da edificare la destinazione M3 (Attrezzature di servizi di quartiere). L’area è facilmente raggiungibile da molti residenti del Nuovo Salario ed è in parte sottoposta a tutela paesaggistica orientata TOb/12.
L’opera pubblica realizzata dal proponente è il Parco della Torricella, parte del quale è stata già ampiamente “valorizzata” dall’Ufficio Giardini del Comune , che ha autorizzato lo scarico di oltre 100mila metri cubi di materiali di risulta, coprendo per intero una valle protetta con vincolo paesaggistico TPa/7 del PTP e seppellendo via della Serpentara. Sulla questione i cittadini hanno presentato denuncia alla Procura della Repubblica.
La Commissione tecnico - consultiva ritiene opportuno stralciare dalla proposta la zona M1 (Attrezzature di servizi pubblici) lungo la ferrovia, di cui viene proposta la variante a verde pubblico e la cessione al Comune, poiché non è di alcun interesse ambientale e non presenta nessuna utilità pubblica, inoltre sarebbe comunque di difficile sistemazione e gestione.
Lo stralcio dell’area M1 avrebbe come conseguenza la riduzione delle volumetrie terziarie, eppure il Programma definitivo conferma la cessione al Comune della zona M1. Inoltre la Commissione tecnica-consultiva ritiene “non conveniente sia il restauro che la cessione del Casale del Torricella, per la quale si richiede la destinazione ad uso privato non residenziale.”
La Direzione Regionale Attività produttive con nota prot. 48933 del 28.4.2004 ha dichiarato la non competenza per tutti gli interventi ad eccezione degl interventi privati n. 7 e 8, per i quali esprime comunque un parere di massima favorevole, con l’obbligo dell’esperimento della procedura di cui alla L.R. 33/98. Evidenzia l’obbligo del Comune di Roma di redigere il piano del commercio e l’indisponibilità di superficie da adibire alle grandi strutture di vendita nel Comune stesso (allegato 3). dell’esperimento della procedura di cui alla L.R. 33/98.
Con nota prot. A3750 del 17.5.2004 la Sporintendenza BBAACC di Roma ha chiesto il differimento della conclusione della Conferenza per chiarimenti e integrazioni (allegato 7)
Con nota prot. Del pervenuta in data all’Area Conferenza di servizi, la Dir.reg.le Ambiente e Protezione Civile ha espresso parere favorevole con prescrizioni per le proposte private nn. 1, 2, 3a, 5, 6, 8, 9, 11.
Parte della proposta è localizzata su zona P, la quale non è contemplata dall’art.6 comma 1.
Inoltre, l’area è interessata da un vincolo paesaggistico di tutela orientata TOb/12 ed è altresì accertata dalla letteratura scientifica la presenza delle presenze di interesse archeologico.
PROPOSTA 9
Proponente: Edilcem srl (prot.2172/98)
Contenuto: intervento di edilizia residenziale
OSSERVAZIONI: Con nota prot. Del pervenuta in data all’Area Conferenza di servizi, la Dir.reg.le Ambiente e Protezione Civile ha espresso parere favorevole con prescrizioni per le proposte private nn. 1, 2, 3a, 5, 6, 8, 9, 11.
La Commisione Tecnica Consultiva aveva proposto l’esclusione della proposta 9 perché presentava soluzioni progettuali gravemente carenti sotto il profilo urbanistico ed architettonico ed inoltre non consegue nessuno degli obiettivi del Programma preliminare. Eppure la proposta privata è stata reinserita per richiesta del Municipio IV.
PROPOSTA 11
Proponente: Consorzio Cooperative Costruzioni (prot.2207/98)
Contenuto: edilizia residenziale e non residenziale
OSSERVAZIONI: buona parte dell’area verde ceduta a scomputo è localizzata su di un tratto stradale sotterraneo.
Con nota prot. Del pervenuta in data all’Area Conferenza di servizi, la Dir.reg.le Ambiente e Protezione Civile ha espresso parere favorevole con prescrizioni per le proposte private nn. 1, 2, 3a, 5, 6, 8, 9, 11.
Sia l’intervento di edilizia residenziale che quello non residenziale sono localizzati su di un’area individuata dalla Tavola di assetto del Programma preliminare come “Grandi sistemi ambientali/Parco urbano”. In tal caso, la proposta 11 è in contrasto con l’art.4 comma 3 In ogni caso, le proposte d’intervento non possono essere localizzate su aree definite dal Programma preliminare (Tavola di assetto) “Grandi sistemi ambientali” e “Aree con valenze ambientali e con funzione di interconnessione territoriale”, salvo che la destinazione prevista nelle proposte d’intervento non sia funzionale agli obiettivi e alle indicazioni di assetto del Programma preliminare.

